La mafia è una montagna di merda.

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Re: La mafia è una montagna di m****.

Messaggioda poker coffe » dom mag 17, 2009 10:32 pm

aquilanera ha scritto:
red ha scritto:ad esempio già che parli di "ordine e disciplina",prova a darmi il tuo punto di vista sulla situazione della malavita nel tuo paese e dell'associazione mafiosa in generale magari...motivandola ovviamente e spiegando bene come mai la vostra parte politica spesso e volentieri si trova COLLUSA con i delinquenti..

mi risulta che in Calabria molti assessori comunali, provinciali e regionali collusi con la mafia, siano del centro-sinistra. :wink:
A noi.

NEL FORUM NE ABBIAMO UNO DI MAFFFFFFFIOSO... :wink: :wink: :wink:


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Re: La mafia è una montagna di m****.

Messaggioda Salvatore » lun ago 31, 2009 12:38 pm

Cartiera di Rosarno. Storia di ordinaria indifferenza

Una vicenda di indifferenza, razzismo, odio, opportunismo e mafia che non avremmo voluto mai raccontare: la storia dell'ex cartiera di Rosarno.

a cura di: calabria.indymedia.org

La struttura è uno dei lasciti visibili delle truffe alla legge 488, che ha permesso numerosi scempi nel corso del tempo. Il copione è quello di sempre: un generoso imprenditore del nord decide di investire nel povero sud depresso ma, una volta presi i soldi, ha pensato bene di scappare.

Il capannone rimasto è diventato, con il passare del tempo, ricovero di migranti, lavoratori stagionali nei campi di Rosarno e dintorni che vivono in condizioni di vera e propria schiavitù. Migranti sfruttati per far fruttare la terra calabrese. Grazie a loro il prezzo delle produzioni agricole all'origine, subisce una significativa contrazione che non corrisponde, però, ad un abbassamento dei costi al dettaglio; tutto ciò non fa altro che favorire solo pochi grossisti e impoverire tutti gli altri. Se non è mafia questa! Come se non bastasse i migranti dell'ex cartiera, oltre a dover condurre una vita indegna di questo nome, come già denunciato - ad esempio - da una indagine di Medici senza frontiere, sono stati spesso vittime di odio razziale concretizzatosi in offese, insulti e veri e propri agguati. Quasi sempre verificatisi in periodi di pagamenti, come a dire: schiavi in tutto e per tutto.
Nel frattempo si registrano vari episodi: tre persone, successivamente arrestate e condannate, feriscono e gravemente con armi da fuoco due giovani ivoriani, scatenando una rivolta; qualcuno si degna di arrestare qualche sfruttatore; nel mentre si fanno passerelle politico-sindacali. Durante un rogo divampato nell'ex cartiera, nello scorso mese di luglio, le forze dell'ordine non intervengono tempestivamente e lasciano che il capannone vada in fiamme. Nell'incendio alcuni migranti sono rimasti feriti, tutti hanno perso i loro già pochi averi. Solo poche realtà hanno tentato di portare la loro solidarietà. In seguito a questo episodio, il commissario prefettizio ha richiesto il ripristino della "legalità" ed il conseguente sgombero della cartiera. Usare questi termini nei confronti dei migranti che subiscono le angherie dei rampolli di alcune delle famiglie di 'ndrangheta più influenti come i Mancuso o i Bellocco, ha del grottesco.


Dinnanzi a questa indifferenza si continua a parlare di integrazione, come nulla fosse. Forse solo per non perdere la faccia, si fa riferimento ad alcune realtà come quella di Riace, a ragione, indicate come modelli virtuosi. A pochi passi, a Caulonia, invece, c'è chi si riempie la bocca di tanti paroloni e organizza eventi di dubbia integrazione come il torneo diamo un calcio al razzismo, molto illuminante, venuta alla luce solo a pochi giorni dall'evento stesso. Ad organizzare il tutto è la blasonata Connecting People, un grande consorzio di consorzi di cooperative che addirittura gestisce quattro accoglienti CIE: Torino, Gradisca d'Isonzo, Bari e Trapani. Questi luoghi, è bene precisarlo, sono vere e proprie carceri per recludere persone che non hanno subito alcuna condanna, quindi non si possono ritenere colpevoli di alcun reato, malgrado questo, si resta nell'indifferenza generale e diffusa, dove si assoldano generali per la gestione del CIE di Gradisca teatro, in questi ultimi giorni di una serie di ribellioni, proteste varie da parte dei detenuti che si sono estese un po' in tutta Italia.

Cosa fare? È possibile un'altra integrazione oppure si continuerà a essere sordi e inutili parlatori? Certamente l'indifferenza, si sa, uccide ogni possibilità di cambiamento.

Nel frattempo l'otto agosto un gruppo ha partecipato alla manifestazione NO PONTE a Messina, uscendo dal limbo dell'isolamento.
Martedì 1 settembre ore 18.00 @ Sede CVX Reggio Calabria, Chiesa degli Ottimati, Via Cimino 4 riunione della Rete Reggina contro il razzismo

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Re: La mafia è una montagna di m****.

Messaggioda poker coffe » mer nov 11, 2009 9:35 pm

'Ndrangheta: lutto per boss indossato da tutti i giocatori

Questore vieta a dirigente manifestazioni sportive per un anno
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20.02





(ANSA) - SAN LUCA, 11 NOV - Tutti i giocatori del San Luca hanno indossato il lutto al braccio per la morte del boss Antonio Pelle, nome storico della 'ndrangheta. Ad accertarlo sono stati i carabinieri che, domenica scorsa, erano in servizio allo stadio in occasione della gara contro il Bianco. I giocatori, interrogati, hanno riferito di avere portato il lutto spontaneamente.Al vice presidente del San Luca, Giuseppe Trimboli, e' stato imposto dal questore il divieto di assistere a manifestazioni sportive per un anno.

MEZZA PAROLA. :shock:
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i racconti di chi ancora combatte: MAFIA DEI COLLETTTI BIANC

Messaggioda Funigiglio » ven nov 27, 2009 1:06 pm

Per quanto mi riguarda, sono ormai molti anni che combatto contro la MAFIA DEI COLLETTI BIANCHI orami insediatasi anche all’interno delle istituzioni pubbliche soprattutto nel Nord e nel Centro Italia.

L’unica cosa che posso fare è raccontare la mia storia e cercare di diffondere tra la gente la consapevolezza della corruzione che ci circonda.
Attraverso il PASSAPAROLA aiutatemi a far conoscere il mio sito [SPAM].

Grazie
Angelo F
Insieme, con consapevolezza, per il Risveglio Etico Sociale contro le mafie sommerse dilaganti.
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Re: La mafia è una montagna di m****.

Messaggioda poker coffe » ven nov 27, 2009 8:54 pm

Azzerate le cosche di Isola
Più indagavano e più emergevano i fatti e i misfatti. Come un vaso di Pandora, che non finisce mai di riservare sorprese. Sono partiti da un omicidio e alla fine hanno ricostruito dieci anni della storia criminale di Isola Capo Rizzuto, contrassegnati da una cruenta guerra tra clan rivali, ma anche da imponenti traffici di droga e armi, da una soffocante cappa di estorsioni imposte ad imprenditori della zona come del nord Italia. Per questo gli investigatori della squadra Mobile crotonese diretta da Angelo Morabito hanno scelto il nome ‘Pandora’ per l’operazione scattata all’alba di giovedì 26 novembre; in tasca avevano 37 ordinanze di custodia cautelare in carcere da notificare ad altrettante persone, tredici delle quali già detenute per altre vicende. Ne hanno consegnate 35, perché due dei destinatari erano già uccel di bosco. Le accuse contestate a vario titolo agli indagati dal giudice delle indagini preliminari Assunta Maiore su richiesta del sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Sandro Dolce, che ha coordinato l’inchiesta della squadra Mobile, sono quelle di associazione mafiosa, omicidio, traffico di armi e stupefacenti, estorsioni, favoreggiamento di latitanti, commessi sia nella provincia crotonese che in Emilia Romagna e Lombardia. Insieme ai mandati di cattura, i poliziotti hanno eseguito anche il sequestro di un ingente quantitativo di beni mobili e immobili per un valore stimato in 40 milioni di euro, nella disponibilità degli uomini delle cosche: terreni, appartamenti, autovetture, quote societarie.
Un’indagine che essenzialmente ha decapitato la cosca Nicoscia, un tempo alleata degli Arena, e grazie alla quale è stata fatta luce su tre omicidi e due tentati omicidi: quello di Pasquale Tipaldi, ucciso a Isola Capo Rizzuto il 24 dicembre 2005, dal quale ha preso le mosse il lavoro degli investigatori; il clamoroso agguato a Carmine Arena, ucciso a colpi di bazooka il 2 ottobre 2004; il tentato omicidio del quale era rimasto vittima in precedenza lo stesso Arena; l’omicidio di Mario Manfredi, assassinato il 3 dicembre 2005 mentre rientrava in carcere; il tentato omicidio di Vincenzo Riillo, avvenuto l’11 aprile 2006. E’ stata fatta luce, ancora, sul tentativo delle cosche di Isola Capo Rizzuto di instaurare una pax mafiosa che aveva l’obbiettivo di porre un argine a questo fiume di sangue ma soprattutto di non disturbare i lucrosi affari delle famiglie. Come le estorsioni che venivano compiute nel crotonese ai danni di noti complessi turistici, dall’Hotel club Le Castella alla Baia degli Dei, dal villaggio Valtur all’hotel San Francesco, dai quali i clan avrebbero preteso somme di denaro ma anche assunzioni e forniture di alimenti e merci varie; un modello esportato fino all’Emilia Romagna dove diversi imprenditori calabresi pagavano regolarmente il pizzo, tanto che in un primo momento gli inquirenti hanno sospettato che fossero collusi con la ’ndrangheta, salvo poi accertarne la natura di vittime.
“Una indagine estremamente difficoltosa - scrive il gip Maiore nell’ordinanza - che ha riguardato le attività di due distinte consorterie criminali operanti nel territorio di Isola Capo Rizzuto ma con ramificazioni anche in ricche regioni settentrionali, quali la Lombardia e l’Emilia Romagna. Prendendo le mosse dall’omicidio consumato ai danni di Tipaldi Pasquale è stato possibile, non solo verificare le attività delittuose poste in essere dalle due cosche (estorsioni, traffico di stupefacenti e condotte in tema di armi), ma anche offrire una ricostruzione compiuta della nascita delle due consorterie in seguito ad una prima scissione e della successiva riunificazione. La scissione del gruppo Nicoscia dalla famiglia Arena - spiega infatti il giudice - è avvenuta al prezzo di una sanguinosa contrapposizione armata tra le due consorterie. I due sodalizi, quindi, dal 2000 in poi hanno cercato reciprocamente il predominio nel territorio e dopo l’ennesimo omicidio, quello di Tipaldi Pasquale, hanno ricercato (e trovato) una tregua tale da consentire ai due clan una pacifica e più conveniente convivenza”.
Si inseriscono in questo scontro - ricorda quindi il gip Maiore - il duplice omicidio di Franco Arena e Francesco Scerbo, avvenuto il 2 marzo 2000; l’omicidio di Rosario Capicchiano (15 maggio 2001); il duplice omicidio di Maurizio Nicoscia e Pasquale Gualtieri (8 febbraio 2003); il duplice omicidio di Rocco Corda e Bruno Ranieri (6 maggio 2004); l’omicidio di Carmine Arena, con il contestuale tentativo di omicidio di Giuseppe Arena (2 ottobre 2004), preceduto, peraltro, da un altro tentato omicidio nei confronti dello stesso Arena; il tentato omicidio di Salvatore Arena, cugino di Carmine e Giuseppe (5 novembre 2004); l’omicidio di Pasquale Nicoscia, (11 dicembre 2004); l’omicidio di Mario Manfredi (3 dicembre 2005); l’omicidio di Pasquale Tipaldi (24 dicembre 2005); il tentato omicidio di Vincenzo Riillo (11 aprile 2006).
L’indagine svolta dagli investigatori della Mobile, dà atto il magistrato, “ha consentito di raccogliere numerosi e convincenti elementi utili a ricostruire i gravissimi eventi omicidiari”. Un peso determinante lo hanno svolto, oltre alle più moderne tecniche di intelligence, le intercettazioni ambientali grazie alle quali gli uomini della Polizia hanno potuto ascoltare in diretta, dalla viva voce dei protagonisti, circostanze e dettagli determinanti. “Nell’ambito delle conversazioni registrate - spiega in proposito il gip - appaiono di precipua importanza quelle che vedono come interlocutore Pugliese Michele. Grazie all’attivazione di una intercettazione a bordo dell’autovettura dallo stesso utilizzata, infatti, sono stati svelati episodi e dinamiche interne alle due consorterie, e non solo a quella dei Nicoscia, cui il Pugliese appartiene. Ciò non deve in realtà sorprendere: il Pugliese, infatti, per i suoi rapporti di parentela, in senso ampio, risulta legato strettamente anche a singoli esponenti di spicco della cosca avversa degli Arena”.
Fra i destinatari delle misure cautelari figurano, dunque, i presunti autori dell’omicidio di Carmine Arena: si tratta di Vincenzo Corda, di 53 anni, di Pasquale Manfredi, 32 anni, di Francesco Nicoscia, 45 anni, e di Salvatore Nicoscia, 37 anni, già detenuto per altra causa, che avrebbero agito insieme a Pasquale Nicoscia e Francesco Capicchiano successivamente uccisi. La decisione di uccidere Arena sarebbe stata adottata da Salvatore Nicoscia e Vincenzo Corda, utilizzando l’esplosivo C4 da collocare con una calamita sotto l’auto blindata del boss da fra saltare con un telecomando; il timore che la blindata potesse resistere all’esplosivo avrebbe fatto ripiegare sull’uso di altre armi. Vincenzo Corda, Pasquale Manfredi e Francesco Capicchiano, unitamente ad altri soggetti allo stato ignoti, avrebbe eseguito materialmente l’omicidio, appostandosi su una collinetta dalla quale si domina l’ingresso dell’abitazione di Carmine Arena, da dove avrebbero esploso contro la Lancia Thema bindata sulla quale si trovavano i cugini Arena un razzo lanciato con un Rbr M80 calibro 64 che perforava l’auto nella parte superiore, provocando una tremenda onda d’urto all’interno del mezzo; inoltre avrebbero sparato con fucili d’assalto.
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Re: La mafia è una montagna di m****.

Messaggioda Salvatore » ven nov 27, 2009 9:14 pm

poker coffe ha scritto:Azzerate le cosche di Isola
Più indagavano e più emergevano i fatti e i misfatti. Come un vaso di Pandora, che non finisce mai di riservare sorprese. Sono partiti da un omicidio e alla fine hanno ricostruito dieci anni della storia criminale di Isola Capo Rizzuto, contrassegnati da una cruenta guerra tra clan rivali, ma anche da imponenti traffici di droga e armi, da una soffocante cappa di estorsioni imposte ad imprenditori della zona come del nord Italia. Per questo gli investigatori della squadra Mobile crotonese diretta da Angelo Morabito hanno scelto il nome ‘Pandora’ per l’operazione scattata all’alba di giovedì 26 novembre; in tasca avevano 37 ordinanze di custodia cautelare in carcere da notificare ad altrettante persone, tredici delle quali già detenute per altre vicende. Ne hanno consegnate 35, perché due dei destinatari erano già uccel di bosco. Le accuse contestate a vario titolo agli indagati dal giudice delle indagini preliminari Assunta Maiore su richiesta del sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Sandro Dolce, che ha coordinato l’inchiesta della squadra Mobile, sono quelle di associazione mafiosa, omicidio, traffico di armi e stupefacenti, estorsioni, favoreggiamento di latitanti, commessi sia nella provincia crotonese che in Emilia Romagna e Lombardia. Insieme ai mandati di cattura, i poliziotti hanno eseguito anche il sequestro di un ingente quantitativo di beni mobili e immobili per un valore stimato in 40 milioni di euro, nella disponibilità degli uomini delle cosche: terreni, appartamenti, autovetture, quote societarie.
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Si inseriscono in questo scontro - ricorda quindi il gip Maiore - il duplice omicidio di Franco Arena e Francesco Scerbo, avvenuto il 2 marzo 2000; l’omicidio di Rosario Capicchiano (15 maggio 2001); il duplice omicidio di Maurizio Nicoscia e Pasquale Gualtieri (8 febbraio 2003); il duplice omicidio di Rocco Corda e Bruno Ranieri (6 maggio 2004); l’omicidio di Carmine Arena, con il contestuale tentativo di omicidio di Giuseppe Arena (2 ottobre 2004), preceduto, peraltro, da un altro tentato omicidio nei confronti dello stesso Arena; il tentato omicidio di Salvatore Arena, cugino di Carmine e Giuseppe (5 novembre 2004); l’omicidio di Pasquale Nicoscia, (11 dicembre 2004); l’omicidio di Mario Manfredi (3 dicembre 2005); l’omicidio di Pasquale Tipaldi (24 dicembre 2005); il tentato omicidio di Vincenzo Riillo (11 aprile 2006).
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ce ne hai messo di tempo a scrivere tutta questa pappardella eh? Certo che scrivi tanto.
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Re: La mafia è una montagna di m****.

Messaggioda poker coffe » ven nov 27, 2009 9:31 pm

QUANDO VOGLIO SO FARE QUESTO E ALTRO.........MICA SONO UN CELEBROLESO COME TE.... :wink:
CHE SI FA LE PIPPE MENTALI.......E VA NELLE PIAZZE A SVENTOLARE MOLOTOV IN ASSETTO DA GUERRA....MA VAI A FARTI UN BRODO............ :wink: E GALLINA..........DATO CHE A BRODI DI ERBA SEI MESSO BENE...E SI VEDE.. :wink:
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Re: La mafia è una montagna di m****.

Messaggioda Salvatore » ven nov 27, 2009 9:36 pm

poker coffe ha scritto:QUANDO VOGLIO SO FARE QUESTO E ALTRO.........MICA SONO UN CELEBROLESO COME TE.... :wink:
CHE SI FA LE PIPPE MENTALI.......E VA NELLE PIAZZE A SVENTOLARE MOLOTOV IN ASSETTO DA GUERRA....MA VAI A FARTI UN BRODO............ :wink: E GALLINA..........DATO CHE A BRODI DI ERBA SEI MESSO BENE...E SI VEDE.. :wink:

gira voce che ti fai di coca. E' vero?
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Re: La mafia è una montagna di m****.

Messaggioda poker coffe » ven nov 27, 2009 9:46 pm

Salvatore ha scritto:
poker coffe ha scritto:QUANDO VOGLIO SO FARE QUESTO E ALTRO.........MICA SONO UN CELEBROLESO COME TE.... :wink:
CHE SI FA LE PIPPE MENTALI.......E VA NELLE PIAZZE A SVENTOLARE MOLOTOV IN ASSETTO DA GUERRA....MA VAI A FARTI UN BRODO............ :wink: E GALLINA..........DATO CHE A BRODI DI ERBA SEI MESSO BENE...E SI VEDE.. :wink:

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MI SCUSO CON LA REDAZIONE ..E CON CHI LEGGE MA QUESTO CI STA..
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Il dito medio alzato... ecco l'internazionalità del linguaggio! Un gesto mondiale.
Adorabile.
E' inutile stare a sprecare tempo per farsi capire... una parola ha sempre mille significati, figurarsi a volerla tradurre nelle lingue del mondo: può essere fraintesa o peggio ancora non intesa, può essere interpretata nel tono errato, può essere vissuta nel soggettivo delle proprie emozioni...
Un gesto è unico.
Non ha doppi sensi.
Ha vita propria.
Soprattutto... Il dito medio ben dritto sarà sempre un invito ad andare a farti fottere......


.......
Ecco...
Un calorosissimo fanculo a tutte le persone che rendono disgustoso il mondo.
A tutti coloro che hanno sete di pettegolezzo, a tutti coloro che vogliono emergere cercando di calpestare gli altri, a tutti coloro che vivono nella superficialità, a tutti coloro che preferiscono non indossare i panni altrui perchè è più semplice, a tutti coloro che mi hanno fracassato il c**** con le loro noiosissime parole, a tutti coloro che parlano alle spalle anche se non conoscono. A chi urla. A chi parla senza aver prima riflettuto su ciò che sta per dire. A chi ha bisogno di sentirsi ripetere le stesse cose ogni giorno. A chi ti vuole senza sapere chi tu sia. A chi è certo di avere la verità nelle mani avendo le idee confuse. A chi vuole ottenere privilegi sulle tue disgrazie. A chi ti porta all'esaurimento. A chi si masturba il cervello. A chi non si rende conto delle sue azioni. A chi si attacca come una cozza allo scoglio. A chi critica, critica, critica senza sapere.
A quanti preferiscono vivere le vite altrui, perchè la loro non li soddisfa affatto.
A quanti hanno bisogno di piacere a tutti, perchè sanno di non piacere a nessuno.......




.......
Fanculo a chi non sopporto e nonostante tutto mi sta intorno.
Fanculo a chi continuo a difendere e giustificare.
Fanculo a chi vive d'illusioni e di sogni.
Fanculo a chi non piange, perchè crede che è da perdenti.
Fanculo a chi cerca giustificazioni senza averne il diritto.

... E mentre chi ritengo opportuno va a farsi fottere, e magari vada in putrefazione anche il suo organo sessuale (perchè il buonismo non serve a un cazzo!), io mi preparo un buon caffè
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Re: La mafia è una montagna di m****.

Messaggioda Salvatore » ven nov 27, 2009 10:05 pm

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