lavoratori ex SASOL, Syndial ed altre aziende in crisi

Quale opinione hai del sindaco della tua città? E alla Provincia, alla Regione, che succede? Quali sono le questioni locali del momento? E' l'ora di dire la tua!!
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lavoratori ex SASOL, Syndial ed altre aziende in crisi

Messaggiodi Barresi » mer mar 03, 2010 5:57 pm

Le famiglie dei dipendenti dell'azienda ex Sasol di Crotone, in lotta da tre settimane, hanno scritto al Santo Padre Benedetto XVI chiedendo dignità attraverso il lavoro.

Caro Santo Padre,

il mio nome è Elisa, sono una mamma di una bambina di quattro anni e di due gemelline di undici mesi.

Le racconto in breve la mia storia simile a quelle di molte altre dei lavoratori della mia azienda.

La mia giornata quotidiana inizia alle cinque del mattino, organizzando le bambine per andare all’asilo nido e alla scuola materna. Tutto questo ogni giorno, che ci sia il sole, la pioggia o la tramontana. Fatto ciò mi reco a lavorare presso uno stabilimento chimico che fino a settembre 2009 era di appartenenza della multinazionale Sasol Italy spa ed in seguito nel mese di ottobre è stato ceduto ad un imprenditore modenese che in solo cinque mesi ha implementato uno stato di degrado operativo e professionale che i dipendenti del luogo hanno impiegato ottanta anni per realizzare.

Ci ha decurtato il nome e la nostra immagine aziendale che vantava elevata professionalità  tramandataci dagli standard lavorativi di queste multinazionali che si sono susseguite in tutti questi anni.

     Caro Santo Padre,

andare da un genitore a chiedere un piccolo prestito per far fronte alle necessità  delle mie piccole avrebbe una motivazione se fossi disoccupata ma quando tutti i giorni mi reco a lavoro per non trovare nessun tipo di programmazione lavorativa né tantomeno la paga mensile, chiedere i soldi ai miei genitori e lasciare le mie figlie alle cure di estranei mi creda fa male da morire, non ci sono scuse plausibili e lecite che possano sostenere quanto.

Esistono solo momenti di grande sconforto e di tensione nei confronti di questo imprenditore del nord che è giunto qui in Calabria a rilevare aziende per poi metterle sul lastrico.

Un infame gioco economico su una terra così tanto ma tanto povera.

Caro Santo Padre,

La esorto ad invitare gli uomini della Santa Chiesa di Crotone di venirci a trovare sui posti di lavoro, in questo periodo che ci stiamo preparando per la Quaresima La prego di tener presente la necessità che questi uomini e le loro famiglie hanno nell’essere sostenuti dalla Chiesa per mantenere in vita la fede che vibra nei loro animi e che a causa di questi forti dispiaceri potrebbe lasciare il posto alla disperazione e ad atti inconsulti.

Caro Santo Padre,

termino la mia lettera perché  in questo istante io non le sto scrivendo ma le sto parlando,….parlando con le lacrime agli occhi che mi attanagliano il cuore e mi rigano il volto, mentre la manina della mia piccola gemellina, seduta sul tavolo, mi accarezza il viso portandosi le piccole dita bagnate in bocca.

Che amarezza vederla assaporare le lacrime della sua mamma. 
 

Con immenso amore nei confronti di Dio e osservanza nei Suoi confronti

Elisa Cotroneo

 

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Re:lavoratori ex SASOL, Syndial ed altre aziende in crisi

Messaggiodi Ispanico Rosso » ven mar 05, 2010 11:01 am


Cara Elisa, la solidarietà in questi casi non basta!!
TI ABBRACCIO COME LAVORATRICE, COME DONNA E SOPRATTUTTO COME MAMMA!!
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Re:lavoratori ex SASOL, Syndial ed altre aziende in crisi

Messaggiodi latino » ven mar 05, 2010 12:11 pm

Ispanico Rosso ha scritto:
Cara Elisa, la solidarietà in questi casi non basta!!
TI ABBRACCIO COME LAVORATRICE, COME DONNA E SOPRATTUTTO COME MAMMA!!


Ci sono due strade, o sei DONNA e MAMMA anche tu o sei un APPROFITTATORE .. :wink: :wink: :wink:
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Re: lavoratori ex SASOL, Syndial ed altre aziende in crisi

Messaggiodi Ispanico Rosso » ven mar 05, 2010 12:20 pm


Sono UOMO, PADRE e PRECARIO!!! Ho semplicemente voluto abbracciarla in tutti i suoi ruoli di vita!! (Credo siano quelli più importanti della vita)
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Re:

Messaggiodi Redazione » lun mag 17, 2010 10:49 am

Enzo Filareto ci ha scritto


Il pomeriggio di lunedì 10 maggio scorso è stato siglato presso la prefettura di Crotone un protocollo d’intesa tra la Syndial Spa, il prefetto Vincenzo Panico, le parti sociali e le istituzioni locali per la legalità, la trasparenza e la sicurezza sui luoghi di lavoro; e specificatamente per i lavori di bonifica del sito d’interesse nazionale di Crotone, Cerchiara e Cassano inquinato da decenni di produzione chimica e metallurgica.


Ci sono in ballo per questo ‘repulisti’ circa 500 milioni di euro. E a chi non fa gola una torta tanto grossa e ricca: si chiamino esse mafie, ‘ndranghete, ‘ndrine o ‘ndringhete-‘ndrà. “Con il protocollo, in pratica, sia le ditte che si aggiudicheranno gli appalti sia quelle che otterranno dei lavori in subappalto, saranno sottoposte alla normativa sulla certificazione antimafia”.

Ma Crotone, non ha lo ‘Sportello unico appaltante’ (anzi, è stata la prima ad averlo) proprio contro il rischio d’infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici? Bah! Magari poi arriverà un tavolo di concertazione, un’altra cabina di regia, e ancora un osservatorio, un pool antipenetrazione o una squadra speciale contro la corruzione eccetera. Come al solito ci si agita intorno al deserto e all’imponderabile.

Ma il meglio è che alcuni, sindaco in testa, vorrebbero mandare a finire il lavoro sporco agli ex operai di Pertusola. Tanto, pensano loro, sono già marci di suo… E visto che ci siamo, mandiamoli poi a lavorare nella bella centrale nucleare che ci stanno confezionando addosso, così li mettiamo a riposo una volta per tutte.

Tornando al protocollo d’intesa sulla bonifica, però, noi del movimento ‘Insieme ce la possiamo fare’ ci siamo chiesti: perché la stessa cosa non si poteva fare per ‘Europaradiso’? Lo avevamo proposto in tempi non sospetti; quando, prima che cominciasse tutta la canea del ‘complotto’ mafioso finito in seguito in una bolla di sapone, avevamo scritto di blindare il progetto, di farlo passare per lo Sportello unico appaltante. Ma niente. Un investimento grande quanto il ponte sullo Stretto in termini di sviluppo turistico, con circa 10.000 posti di lavoro fra interni e indotto, era sicuramente ‘sospetto’! Ma se anche così fosse stato, se realmente ci fosse stato dietro qualche appetito (e qui non escludiamo neppure quelli politici), non era meglio salvare il progetto, aggiustarlo dove necessitava, seguirlo passo passo fino a presidiare i cantieri con le forze dell’ordine per il bene della provincia, anziché amputarlo sbrigativamente ingigantendo così l’handicap di un territorio già border line?

La verità? E’ semplice. Ed è che l’uomo affamato è un potenziale cliente. Lo sapevano già gli antichi satrapi, i quali guardavano con sospetto al progresso: germe devastante del potere in quanto portatore di cultura ed emancipazione.

Enzo Filareto
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Re: lavoratori ex SASOL, Syndial ed altre aziende in crisi

Messaggiodi Redazione » mer mag 19, 2010 6:37 am

Fancesco Zurlo ci ha scritto


Attenti che la crisi non diventi a Crotone macelleria sociale !

La vicenda dei lavoratori del Call Center

La crisi economica qui a Crotone si sta trasformando in macelleria sociale. Le regole del mercato come una furia scatenata si stanno accanendo sui soggetti più deboli della realtà crotonese e ne stanno distruggendo le vite, umiliandoli nella loro dignità di individui portatori di diritti umani.

La vicenda dei 180 trasferiti/licenziati della Abramo è una testimonianza atroce di quanto appena detto e contiene alcuni aspetti che vorrei mettere in evidenza:

1) L’ipocrisia. Ufficialmente i lavoratori non vengono licenziati bensì “trasferiti”. Un trasferimento in altra città (Cosenza)
a 600 euro al mese! Ma come possono farcela!? La proprietà risponde che ciò non li riguarda, che, calcolatrice alla mano questo è. Ma è gravemente scorretto spacciare un licenziamento e travestirlo da trasferimento

2) La lotta tra poveri. Crotone contro l’Aquila, i precari calabresi contro i terremotati abruzzesi. Gli esseri umani trattati come cani che si sbranano per una carogna! 3) Il ricatto occupazionale degradante. Mimmo Tomaino, Segretario Provinciale della Uil è, fin dall’inizio, il leader sindacale simbolo di questa battaglia; con la passione che lo contraddistingue si è lanciato nella difesa dei lavoratori del Call Center con tutto se stesso, dicendo “pane al pane e vino al vino”, attaccando senza remore la proprietà; ebbene proprio lui ha ricevuto una lettera “contro” da parte di alcuni lavoratori che si impegnava tanto a difendere! Non è una novità, ma sembra proprio che sottoposto al ricatto occupazionale, l’uomo perda ogni dignità umana e si scagli anche contro chi vuole difenderlo. Questa situazione mi ricorda le minacce e le offese che subivo più di 20 anni fa quando denunciavo l’inquinamento e l’attacco alla salute delle fabbriche cittadine, inquinamento ed attacco alla salute in primis contro gli stessi operai come poi si è tragicamente confermato. L’uomo che corre il pericolo di perdere il lavoro è giustamente disperato e spesso è costretto a fare cose che non vorrebbe mai fare. Così tutta la mia solidarietà ai lavoratori, ma la mia ammirazione fraterna al caro Mimmo che con tanto coraggio sta lottando insieme a loro, per loro.

C’è bisogno di stringere un cordone di solidarietà verso tutti i deboli della società crotonese che altrimenti saranno travolti dalla crisi. Soprattutto i nostri giovani dall’incerto e precario futuro. E bene stanno facendo Comune Provincia a restare uniti, pur se di opposti schieramenti politici. Qui non possiamo permetterci di perdere neppure un posto di lavoro. Ma l’unità non basta. C’è bisogno di progettualità, c’è bisogno della politica “alta” che sappia dare un indirizzo di sviluppo chiaro al nostro territorio. Questo significa che i partiti non possono più attardarsi in liti interne che manifestano croniche debolezze morali e culturali, e questo vale soprattutto per il PD, che per troppo tempo è stato vittima delle doglie della sua nascita. Oggi un barlume di riorganizzazione si intravede, una riorganizzazione che dovrà ripartire da un grande sforzo progettuale e valoriale, perché i valori ed il progetto politico sono il motore dei grandi partiti, ed i PD, nonostante tutto, è l’unico grande partito del lavoro, dell’ambiente e della solidarietà rimasto nel nostro Paese.

Francesco Zurlo - PD Crotone
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