

Tiziano Saporito ci ha scritto:Comune di Petilia Policastro (KR)
“Il cimitero è uno dei luoghi della memoria collettiva in cui sono custoditi i segni dello scorrere degli eventi, passeggiare in questi luoghi riporta tutte le nostre fatiche ad una dimensione sempre misera a confronto con lo scorrere del tempo”, scriveva Giovanni Vaccarini quando ebbe a progettare lo splendido cimitero di Ortona (CH) che ho avuto la fortuna di visitare.
Devo (ahimè) amaramente constatare che la stessa enfasi poetica non può essere utilizzata per il cimitero di Petilia Policastro (KR).
Mi rivolgo, quindi, all’Ill.mo sig. Sindaco per porre alla Sua attenzione una serie di problemi di cui, certamente, sarà già al corrente.
È notizia che ho appreso da qualche giorno che a Petilia Policastro (KR) non sono rimasti vacanti nemmeno una dozzina di loculi cimiteriali. Diversamente, tempo addietro, leggevo che il Comune aveva indetto un bando per acquisire dai privati cittadini, la disponibilità all’acquisto di spazi cimiteriali da adibire a private cappelle.
Negli ultimi giorni, invece, recandomi personalmente nel cimitero comunale, rimango esterrefatto da quanto i miei occhi vedono (e non ammirano) e mi chiedo: è un cimitero o una discarica a cielo aperto ?
Lungo la viuzza che di fianco la chiesa di S. Antonio sale fino all’ultimo piano, si possono ammirare (!) i vecchi cassonetti della spazzatura abbandonati; rifiuti solidi ammassati a vista e senza criterio (vecchie lavatrici, reti di materassi etc …).
Sogno o son desto ? O forse (ma non è così) non stiamo parlando di quel luogo sacro ove tutti noi riposeremmo in pace (koimetérion, "luogo di riposo": il verbo κοιμᾶν ("koimân") significa "fare addormentare").
Purtroppo nel nostro locale cimitero, come nel Paese dei vivi, il sedimentarsi degli interventi di ampliamento del recinto sacro ha rispecchiato le vicende delle epoche di appartenenza. È difficile ritrovare un "disegno" negli ampliamenti degli ultimi decenni, né nelle regole insediative, né nelle ragioni dei singoli manufatti; probabilmente ciò riflette l'incertezza e lo scollamento culturale che si è vissuto negli ultimi anni.
L'ultima porzione di suolo a disposizione per l'ampliamento del cimitero è posizionata all'estremo nord del perimetro cimiteriale e si trova sul crinale di un colle che guarda verso la campagna a valle; un panorama di straordinaria bellezza e suggestione.
Perché non cogliere l’ultima occasione per dare nuova luce architettonica al nostro locale cimitero e risolvere definitivamente i problemi esistenti ? Perché non completare il campanile e i locali da utilizzare a sacrestia e sala riunioni che dopo l’alluvione degli anni ’80, a tutt’oggi, risultano incompiuti ?
Perché non predisporre un progetto di ampliamento e ristrutturazione complessivo (definitivo) del nostro cimitero che nel passato, sin dagli anni ’30, ha rappresentato il fiore all’occhiello dell’intera Provincia di Crotone, abbandonando l’idea di progetti elitari in quanto il Paese e la logistica del nostro cimitero hanno bisogno di loculi e non di cappelle private.
Petilia Policastro, lì 03 Settembre 2009
Avv. Tiziano Saporito
Luigi Vona ci ha scritto:
Caro Tiziano Saporito.
Sono belle parole, ma purtroppo Petilia sta vivendo un medioevo-bizantino (con tutto il rispetto per il medioevo)o meglio una fase decadente.
Qualcuno diceva che il grado di civiltà di una società si vede dal culto dei morti. E a ben vedere a Petilia non si rispettano nè i vivi e nè tantomeno i morti.
Si vive di pane e materialismo.
Spesso ho pensato di andare al cimitero per fare un pò di volontariato, tirare le erbacce, pitturare le inferriate, pulire, insomma sono del parere che dove non ci arriva lo stato (il pubblico)ci deve arrivare la buona volontà del cittadino.
Ma poi qualche voce, qualche pensiero mi tarlava il cervello: perchè farlo io se al comune ci sono dozzine di operai che non fanno un c**** e si ciucciano lo stipendio!!!!!
Questa è pura perversione!!!
Io dò la colpa sia ai cittadini "tamarri" e "incivili" e sia agli amministratori "pigri" e "fannulloni".
Forse i morti avranno pietà per noi!!! penseranno: poveri voi vivi che vivete nell'immondizia, noi qui in paradiso viviamo nella civiltà, nel rispetto e nella fratellanza.
Ciao Tiziano
da Luigi Vona





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