di marge » gio feb 26, 2009 9:03 pm
Red chiedi a poker, è al corrente di tutta la situazione che è una frana ......!!!!!!!
mi meraviglia che ancora ti ha dato la risposta che aspetti,anzi te la riporto io :
Re: forse questa volta e' quella buona? tutti al mare.
di poker coffe » mer feb 11, 2009 2:36 pm
Sulla ‘strada’ del petilino sono franati anche i sogni
ALTRO CHE TUTTI AL MARE............TUTTO A F............................E ANDATO..
GRAZIE SIGN..PRESIDENTE ...GRAZIE A NOME DI TUTTI.....CI VEDIAMO ALLE URNE ALLE PROSSIME ELEZIONI..
Franano i sogni dei cittadini dell’alto Marchesato di raggiungere Crotone su una strada sicura e veloce. E con essi anche le promesse elettorali del presidente della Provincia, che nel giugno 2008, in un incontro pubblico a Petilia Policastro, aveva annunciato: “La strada del petilino sarà pronta entro marzo 2009”. La strada del petilino (anche conosciuta come strada del mare) invece è crollata in più punti, per via delle piogge cadute nei mesi scorsi. Ed oggi l’investimento iniziale (circa 13 milioni di euro) è destinato a salire. Tutto questo forse si poteva evitare. Ma andiamo con ordine.
La strada è venuta giù in diversi punti. La zona maggiormente colpita si trova nel territorio del comune di Cutro, in località ‘Acqua delle querce’, a pochi chilometri dall’inizio del tracciato sul versante della statale106, dove inizia la salita. La frana si estende per circa 900 metri ed ha letteralmente distrutto quanto era stato costruito. Anche sul versante petilino non mancano smottamenti di una certa entità. Da quanto si è appreso la frana si è verificata perché il tracciato della strada è stato progettato su un’area formata da sabbie alluvionali poggiate su argille di base inclinate: insomma, un perfetto scivolo. E così è stato nella zona di ‘Acqua delle querce’: la pioggia caduta tra dicembre 2008 e gennaio 2009, penetrando le sabbie, una volta raggiunta la zona argillosa ha funzionato da ‘lubrificante’, e le ha fatte scivolare a valle.
Forse il disastro poteva essere evitato. Infatti, se da una parte il problema è stato causato certamente dalle abbondanti precipitazioni, dall’altro va imputato anche ad una progettazione sommaria dell’opera. Il progetto, approvato e finanziato dalla Provincia di Crotone il 20 settembre del 2004 (determina 1.592) prevedeva la realizzazione di un tracciato lungo 11 km con carreggiate larghe 8,5 metri, più le cunette percorribili ed una pendenza che non supera il 6 per cento. A quanto pare sul progetto, curato da uno studio di Perugia, c’erano già alcune perplessità. Infatti, negli ambienti provinciali corre voce che la prima impresa appaltatrice, la Cmp, non convinta di alcune scelte progettuali, soprattutto per quanto riguarda le aree sulle quali realizzare la carreggiata, fece eseguire dei sondaggi supplementari che misero in evidenza il dissesto idrogeologico. Dissesto che peraltro in quella zona era già noto avendo causato anni prima altri gravi danni alla vecchia statale 106 che corre sull’altro versante. Quando la Cmp fece eseguire i sondaggi si era nel 2005. Nel novembre di quello stesso anno, però, il contratto di appalto veniva revocato per le note vicende legate al mancato rilascio della certificazione antimafia all’azienda del gruppo Ciampà, e l’impresa che la sostituì nell’agosto del 2007, la Crotonscavi, ha proseguito i lavori in base al progetto approvato.
È possibile che tra il primo allarme lanciato dalla Cmp (2005) e l’assegnazione del nuovo appalto (2007) siano trascorsi due anni durante i quali nessuno degli amministratori e dei tecnici della Provincia di Crotone abbia mai pensato di verificare quantomeno le voci circa il dissesto dell’area e la bontà della progettazione? Possibile che nessuno si fosse reso conto del problema? O forse lo sapevano, ma pur di portare a termine l’opera nei tempi ‘elettorali’, si è andati avanti lo stesso? Gli interrogativi si fanno strada leggendo alcuni recentissimi documenti della Provincia di Crotone, nei quali viene evidenziato che, in effetti, esistevano dei problemi. Ad affermarlo è il direttore del Dipartimento IV, Giuseppe Macheda, nella determina del 31 dicembre 2008, con la quale è stata approvata una seconda perizia di variante (una precedente c’era stata nell’agosto 2007, ma ne parleremo in seguito). Perizia “motivata – scrive Macheda - dalla presenza di carenze progettuali” e che prevede un incremento di spesa di euro 254.361,29.« Quanno dai la mano a uno te po' capita' de strigne quella de no' zozzone o quella de 'n ladro o 'n delinguente,o di un comunista. Perciò salutamose tutti a la romana: se vorremo ancora bene, tenendose a distanza