Finanziaria 2010 un REDDITOMETRO per i dipendenti pubblici?

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Finanziaria 2010 un REDDITOMETRO per i dipendenti pubblici?

Messaggiodi Vincenzo Malacari » sab giu 12, 2010 2:28 pm

La manovra finanziaria approvata, con D.L. 78/2010, dal Governo per fronteggiare la crisi economica che riguarda i paesi dell’Unione europea, ha introdotto un “redditometro” non solo per i privati, ma anche per i pubblici dipendenti.

A questa goliardica conclusione si giunge, dopo aver preso in esame la norma contenuta nell’art. 9, comma 1, la quale dispone che: “Per gli anni 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio, previsto dai rispettivi ordinamenti delle amministrazioni pubbliche (…) non può superare, in ogni caso, il trattamento in godimento nell’anno 2010”.

In altri termini, ciò vuol dire che, a partire dal 1° gennaio 2011 e fino al 31 dicembre 2013, nessun dipendente pubblico potrà percepire un reddito (derivante dal proprio contratto di lavoro) superiore a quello percepito al 31 dicembre 2010. Ne deriva che il famigerato “redditometro”, nato in origine per stanare i nullatenenti che hanno il privilegio di viaggiare in Porsche Cayenne, può essere utilizzato anche per altri scopi, tra i quali, ad esempio: reprimere eventuali pretese di adeguamento salariale alla reale inflazione di un semplice dipendente pubblico (talora mono reddito e con famiglia a carico) con un stipendio lordo di € 16.000,00 annui.

Per un “tecnocrate”, come è l’attuale Ministro dell’Economia e delle Finanze, fare quadrare i conti dello Stato costituisce una mera “endiadi contabile”, per cui o si agisce sulle entrate, nel difficile tentativo di incrementarle, oppure più semplicemente si tagliano le spese: tanto alla fine il risultato non cambia.

Ancorché corretto dal punto di vista matematico, un simile approccio, nella sostanza, mina i principi costituzionali di solidarietà sociale e di uguaglianza sostanziale, che stanno alla base dell’inderogabile dovere per ogni cittadino di contribuire, in relazione alle proprie sostanze, alla costruzione di un Stato Sociale. Non solo, ma dopo aver condotto una “crociata” mediatica contro i dipendenti pubblici, rei di soffrire di un “fannullonismo” cronico, l’attuale governo pretende che, per amor di patria, siano proprio questi a dover patire il sacrificio. E non già gli evasori, per i quali il (loro) “redditometro” altro non può fare che assumere il ruolo di semplice minaccia, con efficacia peraltro molto aleatoria.

Per chi governa, prendere decisioni non è mai stato facile, a maggior ragione in questo particolare momento storico, ma ciò non significa rassegnarsi all’idea che le stesse siano la risultanza di un mero e cinico ragionamento aritmetico, foriero di rendere sempre più fertile il terreno dell’iniquità sociale tra i cittadini oltre che tra gli stessi impiegati pubblici.

Per intanto, questa manovra un effetto negativo rischierà di produrlo: quello di fare maturare, in molti dipendenti pubblici, la convinzione che sia arrivata l'ora di “tirare i remi in barca”. Perché, come autorevolmente osserva il Prorettore della Bocconi, Giovanni Valotti: “fannulloni non si nasce, ma si diventa”.

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Re: Finanziaria 2010

Messaggiodi Francesco Lena » sab giu 26, 2010 6:04 pm

Avrei voluto la manovra economica emanata dal governo, fosse stata con tagli più mirati sugli sprechi, che favorisse la ripresa dello sviluppo con creazione di nuovi posti di lavoro, più equa nei sacrifici e più attenta ai bisogni della famiglia.

I tagli nella pubblica amministrazione e negli enti pubblici, dovrebbero essere fatti su tante consulenze clientelari, appalti e subappalti, con più controlli sulla sicurezza e sui costi, questi signori che prendono gli appalti non garantiscono la sicurezza e fanno lievitare i costi delle opere, dei servizi pubblici e privati a dismisura. Quando invece dovrebbe essere messa al primo posto, la sicurezza, la dignità della persona, il grande valore della vita.

Ci sarebbe bisogno, dei tagli alle spese militari e degli armamenti costosi e inutili.

Avrei voluto una manovra che non andasse a colpire i più deboli, con i tagli alle regioni comuni, mettono a rischio, servizi socio assistenziali sul territorio, fondamentali per una società , civile, solidale, libera e democratica. Poi altri tagli che vengono fatti, su scuola, cultura, ricerca, spettacolo e arte, andando ad influire negativamente sulla formazione e preparazione dei nostri figli.

Avrei voluto una manovra che favorisse, con piccoli investimenti a partire da subito, opere socialmente utili, in tutte le regioni, province, comuni, quartieri, per dare un contributo a far ripartire l'occupazione, la creazione di nuovi posti di lavoro, per giovani e meno giovani. Poi bisognerebbe fare tutto il possibile, per migliorare le condizioni di paura, di incertezza, anche di disperazioni, di chi ha perso il lavoro o rischia di perderlo, di chi non vede prospettive per il proprio futuro, per la propria famiglia e che deve rinunciare a progetti di speranza.

Nei sacrifici , lor signori che stanno al governo, con questa manovra hanno colpito maggiormente lavoratori e pensionati, blocco dei contratti e tagli, questi sacrifici non sono uguali per tutte le categorie in proporzione al reddito, al guadagno. La crisi non è uguale per tutti, vengono risparmiate tante categorie privilegiate, dai proprietari di grandi patrimoni, le rendite finanziarie, dirigenti pubblici e privati, direttori di alcuni giornali, alcuni presentatori e conduttori di programmi televisivi, pubblici e privati, giocatori e allenatori di calcio, piloti di auto. Motociclisti, e tante altre categorie, che prendono fior di milioni di euro l'anno e no vengono toccati, governanti vi sembra giusto? Io dico che i sacrifici dovrebbero essere più equi e più giusti.

Sull'evasione fiscale, si faccia veramente sul serio una volta per tutte, per pagare meno e pagare tutti, sia fatto onore con tasse meno onerose, alle persone oneste che con il senso del dovere hanno pagato e pagano. Sia fatta anche una lotta seria al lavoro nero, alla corruzione, alla mafia, per far crescere un'economia nel nostro bel paese più sana. Poi ci vorrebbe più impegno da parte del governo, e di tutte le istituzioni, dalle scuole, ai movimenti alle associazioni di volontariato, alle parrocchie, per far crescere nelle coscienze, il senso dello stato, del dovere, del rispetto degli leggi, del rispetto delle regole, c'è bisogno di una coscienza civile sociale alta, piena di valori veri, di onestà , di trasparenza, di uguaglianza, di diritti, di solidarietà , come punto di riferimento solido da tenere, la nostra meravigliosa costituzione italiana, con l'obiettivo e con l'impegno da parte di tutti, raggiungere una società , migliore, più giusta, dove il benessere e i sacrifici siano uguali per tutti i cittadini e siano nell'interesse del bene comune.




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