Evitiamo i facili, e persino legittimi, sarcasmi: Vladimir Luxuria ha praticamente terminato il percorso di traghettamento verso il centrodestra. Il Corriere della Sera ci mostra elogi di Luxuria, che dice interessata alle vicende della corrente finiana, e politicamente vicina alla Carfagna e a La Russa perche sensibili ai diritti dei gay. L'operazione ha persino un risvolto serio: settori del centrodestra italiano si sono accorti che nei partiti omologhi europei i voti degli gay e delle lesbiche contano (il partito liberale tedesco grazie a questo ha un leader, oggi ministro degli esteri, apertamente gay) si tratta quindi di mutuarne le tattiche di accrescimento del consenso verso quel settore di elettorato. Operazione facilissima quando il centrosinistra, ingessato dal doppio moralismo ex pci ed ex dc, una volta al governo non ha concesso nulla in materia di diritti civili a questo settore di elettorato.
Operazione naturale quando la distinzione tra destra e sinistra sfuma, in nome di un confuso pragmatismo, prima di tutto nelle associazioni che si occupano dei diritti di questo genere di cittadini. Che si trovano così a vivere in una società discriminante, sessista, omofoba con la provocazione dello spettacolo della trans corteggiata, con successo, dal centrodestra. Trans che non porterà alcun diritto reale ma, in compenso, tanta immagine e quindi voti. Il passaggio di Luxuria al centrodestra va anche letto alla luce del fallimento della politica di immagine della sinistra radicale sulla questione dei diritti delle coppie di fatto, dei gay, delle lesbiche e dei trans. Adesso la prossima fregatura a questo settore della popolazione la tirerà il centrodestra. Se può servire da consolazione.
Senza soste



