Bettino Craxi, fu vera gloria?

Qual è l'impegno delle nuove generazioni alla vita pubblica? I grandi temi della Politica
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Bettino Craxi, fu vera gloria?

Messaggiodi Candido » ven gen 01, 2010 10:11 pm

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a Milano ci sarà una via o un parco dedicati a Bettino Craxi; pare che lo abbia deciso il sindaco Letizia Moratti




i ragazzi dello zoo di Bettino
Da Il Fatto Quotidiano del 31 dicembre
Marco Travaglio

Fra le varie balle che circolano su Craxi, la più indecente è quella secondo cui nel 1992-’93 i socialisti erano trincerati nel bunker di Craxi, assediati da toghe rosse e giustizialisti assortiti.
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La verità è che i primi a scaricare Craxi furono proprio i ragazzi dello zoo di Bettino: quel variopinto caravanserraglio di nani e ballerine, prosseneti e miliardari che si faceva chiamare Partito Socialista.

Al primo scossone i topi fuggirono dalla nave, in linea con la tradizione italiota della fuga da Caporetto descritta da Malaparte ne La rivolta dei santi maledetti: "Fuggivano gli imboscati, i comandi, le clientele, fuggivano gli adoratori dell’eroismo altrui, i fabbricanti di belle parole, i decorati della zona temperata, i giornalisti, fuggivano i Napoleoni degli Stati maggiori...fuggivano tutti in una miserabile confusione, in un intrico di paura, di carri, di meschinerie, di fagotti, di egoismo e di suppellettili, tutti fuggivano imprecando ai vigliacchi e ai traditori che non volevano più combattere e farsi ammazzare per loro".

Claudio Martelli, il delfino, prometteva "rinnovamento" per "restituire l’onore ai socialisti", esaltava "la salutare azione dei giudici di Mani pulite", strapazzava Craxi per aver rifiutato di "usare la scopa o la spada contro i corrotti"; "Bettino non lo riconosco più, mi ricorda Salò" (30-9-92); "Ha lasciato che il malcostume si diffondesse e ha risposto in modo improvvido alle inchieste sulla corruzione" (28-11-92).

Gianni De Michelis, che Biagi chiamava l’Avanzo di Balera, denunciò "la gestione lacunosa del Psi" e la "scarsa attenzione alla degenerazione dei partiti" (19-6-92).

Rino Formica, che ora delira di complotti internazionali, non aveva dubbi: "Il Psi era pieno di craxini che, non riuscendo a realizzare il socialismo, cercavano almeno un po’ di benessere" (1-11-92), "Craxi si comporta da stalinista, usa metodi autoritari e dispotici" (11-11-92).

Ferocissimo Ottaviano Del Turco: "Non mi stupisco affatto del partito degli affari all’interno del Psi. Ho sempre denunciato quelli che brillano per la luce dei soldi, come Paperon de’ Paperoni" (15-5-92); "Craxi non ha messo a disposizione del partito alcunché. Dei conti esteri non mi disse nulla" (8-11-94).

Perfino Paris Dell’Unto, detto Er Roscio, sparava a zero: "Craxi non ne azzecca più una. Più che un caso politico, è un problema sanitario" (13-11-93); "Bettino non si rende conto che rischia di eliminare non il Psi, ma cent’anni di storia. La gente non ne può più di ville al mare, yacht, feste, notti al night e mignotte" (3-5-93).

E perfino il cognatissimo Paolo Pillitteri cannoneggiava: "Io la chiamerei Cupola per rendere l’idea di quel che è successo fra politici e imprenditori a Milano" (3-5-92).
Anatemi anche dal cappellano Gianni Baget Bozzo: "Craxi doveva andare a Milano e chiedere perdono. C'è una questione morale, prima che politica. Nel centenario del Psi bisognava chiedere scusa per le tangenti incassate. Persino il Pci ha dovuto dire: ho sbagliato" (11-9-92).

Francesco Forte, reduce dai pellegrinaggi in Somalia, tuonava: "Sono stufo di andare a comprare i giornali e sentirmi dire: ‘Ma questo non è ancora in galera?’. Mi vergogno di essere un politico, per giunta socialista" (9-7-92).

E Giuliano Amato: "Molti nel partito si sono arricchiti: bisognava buttarne via qualcuno" (26-11-92).

Intanto Craxi fuggiva ad Hammamet e Berlusconi fingeva di non conoscerlo: "Io a Craxi non devo nulla" (21-2-94); "Ho sempre riconosciuto il ruolo dei magistrati nella lotta al sistema perverso della Prima Repubblica. Tv e giornali della Fininvest sono stati sempre in prima linea nel difendere i magistrati e in particolare Di Pietro" (6-12-94).

La migliore resta quella di Bobo Craxi, che a 25 anni era già segretario del Psi milanese per discendenza diretta: "Non mi sono mai considerato craxiano" (10-9-92).

Ecco, per i craxiani vale quello che diceva Indro Montanelli dei Savoia: "Sono come le patate: la parte migliore è sottoterra".
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Re: Bettino Craxi, fu vera gloria?

Messaggiodi Salvatore » lun gen 18, 2010 9:55 pm

Vuoi pure queste? Bettino vuoi pure queste?
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Re: Bettino Craxi, fu vera gloria?

Messaggiodi pippone » mar gen 19, 2010 6:25 pm

meno male che ci siamo levati dalle p**** craxi
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Re: Bettino Craxi, fu vera gloria?

Messaggiodi Ispanico Rosso » mer gen 20, 2010 10:48 am


Magari intitoliamo una via pure a Brusca, Riina ecc. ecc.!!
E intanto tolgono le vie intitolate a Peppino Impastato, a Borsellino e Falcone!! w il Partito dell'amore!!! :ahah :ahah :ahah
Siamo messi male, malissimoooooooooooooooo :evil: :evil: :evil:
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Re: Bettino Craxi, fu vera gloria?

Messaggiodi Francesco Rizza » sab gen 30, 2010 10:49 pm

Fa rabbia l'idea di una strada intestata a Craxi.
Ancora di più per come ha trasformato, nell'immaginario collettivo, il Psi
che era anche il partito dell'indimenticato presidente Sandro Pertini e tanta gente per bene. Non solo di nani, ballerine e faccendieri, ma anche tanti partigiani che ci hanno dato la libertà ed amministratori per bene. A distanza di anni dobbiamo ammettere che il craxismo fu il padre del berlusconismo e questa è un'altra colpa oltre alla lunga serie di imbrogli ed alla morte da latitante, non da esule, ad Hamamet. Se il Psi degli anni 80- 90 non fosse finito in quel modo, forse anche in Italia non avremmo una democrazia handicappata ma un partito socialdemocratico che voteremmo volentieri in tanti e potrebbe bloccare la deriva di Berlusconi che si dice democratico, ma che poi si allea con la destra di Storace e con la Lega. La Moratti, dal suo punto di vista, fa' bene. Con la legge mammì Craxi ha tanto beneficato papi Silvio che dal Pdl ben altro che una strada si meria...
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