la questione meridionale

Qual è l'impegno delle nuove generazioni alla vita pubblica? I grandi temi della Politica
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la questione meridionale

Messaggiodi Salvatore » lun set 15, 2008 12:25 am

questo topic in considerazione di alcune affermazioni di Babalu (forumista), che sostiene che per risolvere la questione meridionale bisogna tornare alla riaffermazione del Regno delle due Sicilie.
Secondo alcuni, la questione meridionale è colpa dell'Unità d'Italia.

Diciamo che se inizialmente la condizione economica del Regno borbonico era migliore del Regno di Sardegna, col tempo le cose per il sud sono andate peggiorando. Le motivazioni in sostanza sono: incapacità degli amministratori meridionali di costruire infrastrutture che non isolassero il sud, e in secondo dall'incapacità della borghesia e del capitalismo meridionale di rinnovarsi.
Abbiamo al sud prevalentemente un'economia agricola che usa metodi di produzione antichi e che pensa solo a capitalizzare sfruttando i contadini senza reinvestire gli utili. Al nord il capitalismo reinveste gli utili e si apre all'industrializzazione, senza contare gli investimenti per le infrastrutture.

Invito a leggere qui http://www.storiain.net/arret/num101/artic3.asp (un pò lungo ma ne vale la pena).
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Re: la questione meridionale

Messaggiodi Dobo » lun set 15, 2008 12:51 pm

Ecco alcuni dei provvedimenti adottati dal governo unitario (Cavour e borghesia piemontese):

Riserve Auree e Sistema bancario
Al momento dell'unità, il Sud possedeva riserve auree pro capite doppie rispetto al Nord.
La Banca Nazionale (borghesia piemontese) trovandosi in difficoltà, dapprima impedì in tutti i modi la nascita del Banco di Napoli (quindi un istituto bancario che avrebbe permesso di trattenere i capitali al sud), e successivamente (nel 1865) venne salvata dello stato (proprio come oggi, lo Stato che con i soldi pubblici interviene per salvare dei privati!).

Politica fiscale

La pressione fiscale in agricoltura crebbe sotto i Piemontesi e crebbe in maniera difforme. Nelle Due Sicilie nel 1866 si pagavano 70 milioni di imposta fondiaria, contro i 52 del Nord.
La sperequazione è anche più evidente se si considerano le aliquote per ettaro: nelle province di Napoli e Caserta si pagano 9,6 lire per ettaro contro la media nazionale di 3,33 lire. Lo stesso avviene per le tasse sugli affari che incidono per 7,04 lire pro capite in Campania, contro 6,4 lire in Piemonte e 6,87 lire in Lombardia.

Trasporti
Mandare una merce via mare da Genova a Napoli costa 0,85lire/quintale; in senso inverso costa 1,50lire/quintale.
Le spese per spiagge, fari e fanali ammontano al Nord a 278 lire mila per ogni Km. di costa, a 83 lire mila al Centro, a 43 lire mila al Sud ed a 31 lire mila in Sicilia; nella stessa epoca il Parlamento respinge i progetti di leggi speciali per i porti del Sud ed approva quelli per il Centro-Nord.

Spesa pubblica
La spesa pubblica appare prevalentemente concentrata al Nord.
Lombardia 92.165.574 lire[/color]
Veneto 174.066.407 lire
Emilia 130.980.520 lire
Sicilia 1.333.296 lire
Campania 465.533 lire

In quanro a funzioni pubbliche, il Piemonte aveva ben 41 ministri mentre l’intero sud ne aveva 47!
Inoltre gli uffici dello Stato erano prevalentemente concentrati al Nord (scuole, magistratura, esercito, polizia, uffici amministrativi ecc.). Tutti i codici e l'intera struttura statale erano piemontesi, del buon "mondo borbonico" non fu conservato un bel niente!

Ecco…io sono favorevole al concetto di UNITA’…. Ma non alle false unità!
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Re: la questione meridionale

Messaggiodi Salvatore » lun set 15, 2008 1:36 pm

se io a casa mia sono ricco e permetto ad altri di farmi diventare povero, di chi è la colpa? Cosa aveva da guadagnarci la borghesia meridionale da questo impoverimento?
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Re: la questione meridionale

Messaggiodi Dobo » lun set 15, 2008 6:21 pm

Se mi faccio derubare in casa mia posso essere pure un fesso……. ma chi mi ha derubato è disonesto…. E l’input dell’unità lo hanno dato i disonesti mica i fessi.
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Re: la questione meridionale

Messaggiodi Salvatore » lun set 15, 2008 8:33 pm

la verità è che con i borboni non si stava bene e il popolo voleva il cambiamento. Peccato che chi è arrivato si è comportato peggio. A disonestà parliamo pure della classe borghese meridionale (avvocati, notabili, latifondisti, ecc.). Questa gente che doveva essere l'intelligenzia del sud ha solo pensato ai propri interessi, fregandosene del popolo.
In ogni caso come ho sempre detto, sono passati tantissimi anni e soprattutto dopo la fine della seconda guerra mondiale, c'erano tutte le carte in regola per tirarsi su economicamente e socialmente.
Piangersi addosso però è più figo.
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Re: la questione meridionale

Messaggiodi Dobo » mar set 16, 2008 9:26 pm

Non è un piangersi addosso… è semplicemente un’analisi… e soprattutto una precisazione… e cioè il fatto che l’Italia venne Unità non per un’ideologia ma per interessi economici….. e questa UNITA’ è stata architettata dalla borghesia piemontese …..è in una fase successiva che la borghesia meridionale si lascia corrompere tradendo il popolo meridionale. Se Cavour avesse unito l’italia non per interessi economici di sicuro oggi ci troveremmo in tutt’altra posizione … anche perché i borghesi meridionali non avrebbero avuto nessun motivo di corrompersi fra di loro (del sud ne erano già i “proprietari”).
E’ vero che sono passati tantissimi anni ma pensa che, dopo quarant’anni dall’UNITA’, in tutta Italia era chiara (proprio per cultura) la differenza fra nord e sud…. Ecco quantomeno delle glorie di Cavour ancora stiamo pagando.


P.S.
Scusa per lo sfogo … è una reazione istintiva al fatto che sui libri di scuola viene raccontata tutt’altra “storia”. (che denota tral’altro l’ignoranza di molti insegnanti… ma questo forse è un altro discorso!).
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Re: la questione meridionale

Messaggiodi Salvatore » mar set 16, 2008 10:49 pm

Non dico che nella tua analisi non ci sia verità, ma penso che questa interpretazione sia legata molto al fatto che tu sei meridionale e che cerchi di dare una giustificazione alla situazione di arretratezza attuale del sud.

Secondo me, oggi non possiamo parlare ancora delle guerre puniche, non so se mi intendo. Vedi, il Veneto fino a pochi anni fa aveva le pezze al c***, ora, non che approvi alcune culture o idee di sviluppo (molte volte solo bolle di sapone), ma possiamo tranquillamente dire che sta meglio della Calabria. Mi sbaglio?
In Calabria fatta eccezione per alcune zone, sembra che le cose vadano al contrario, al posto di crescere e migliorare si ha la situazione inversa.
Possiamo ancora aggrapparci alla questione meridionale?
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Re: la questione meridionale

Messaggiodi babalu » mer set 17, 2008 1:35 pm

vi siete mei chiesti se non ci fosse stata l'unità d'italia come staremo noi(del Sud) oggi????? io penso che vivremo meglio!!!! prima del 1860 il regno delle 2 sicilie primeggiava in tanti campi!!!
credete che poteva non continuare a primeggiare??
vi invito a guardare questo video!!!





poi c'è ne sono altri guardateveli
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Re: la questione meridionale

Messaggiodi babalu » mer set 17, 2008 2:04 pm

vi faccio presente pure (ma sicuramente lo sapete) che sempre prima del 1860 nel Sud non vi era EMIGRAZIONE,anzi era il contrario... se ricordate qualche film del grande totò ricorderete che le cameriere,nelle famiglie benestanti del Sud, erano del nord (in particolare del veneto) :)
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Re: la questione meridionale

Messaggiodi poker coffe » mer set 17, 2008 2:19 pm

babalu ha scritto:vi faccio presente pure (ma sicuramente lo sapete) che sempre prima del 1860 nel Sud non vi era EMIGRAZIONE,anzi era il contrario... se ricordate qualche film del grande totò ricorderete che le cameriere,nelle famiglie benestanti del Sud, erano del nord (in particolare del veneto) :)



NOI TERRONI QUELLI CHE, MEGLIO PERDERLI CHE TROVARLI SIAMO E RESTEREMO SEMPRE I PRIMI :wink: DOPO GLI ALTRI PERO' :wink: QUA SI VUOL FAR CAPIRE QUELLO CHE NON C'E'....
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