il Partito Democratico, secondo me

Qual è l'impegno delle nuove generazioni alla vita pubblica? I grandi temi della Politica
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Re: il Partito Democratico, secondo me

Messaggiodi Candido » mar lug 14, 2009 10:43 pm

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Se un giullare stravolge il copione del Pd
di Luca Telese
Eravamo partiti dalla neo-parrochia politicamente corretta (ma praticamente corriva) di Dario Franceschini, ci eravamo imbattuti strada facendo nella bocciofila di Pierluigi Bersani, eravamo approdati, già un tantino stremati, alle corsie della clinica di Ignazio Marino, quella - forse più congeniale al clima - in cui il Pd si ritrovava sdraiato sul lettino del chirurgo. Adesso, grazie ai sedici euro versati ieri da Beppe Grillo nella sezione di Arzachena come se fossero il biglietto d'ingresso di una arena estiva (vai a capire se davvero, dietro questa sottoscrizione parca si nasconde il demone della genovesità) siamo arrivati alla drammaturgia di un palcoscenico, all'esplosione di una rappresentazione grottesca, se non di una farsa.

Solo che ad aggiungere l'elemento teatrale al travaglio congressuale del Pd non è l'autocandidatura seriosissima e dirompente del più sulfureo comico italiano, ma il canovaccio di improvvisazione a cui la mossa di Grillo sta costringendo i massimi vertici del partito. Tutti in imbarazzo, a partire dal povero Piero Fassino, costretto a far vanto e pubblicità del fatto che l'uomo del Vaffa day non sarà accettato.

In realtà, un insospettabile filo conduttore unisce lo scandalo che si agita intorno al nome di Luca Bianchini - il segretario coordinatore di circolo ex Margherita indicato dagli inquirenti come il presunto stupratore del Torrino - e le barricate che si stanno sollevando per impedire a Grillo di correre per la leadership.

C'è qualcosa che unisce lo sconcerto dei militanti e di Ignazio Marino di fronte all'inchiesta di Roma, alle piccole guerriglie che - statuto alla mano - come tanti azzeccagarbugli, Franceschini e i suoi luogotenenenti combattono per mettere fuori gioco Beppe Grillo.

In realtà, il Pd di oggi, è come il grande spot di uno spettacolo che non c'è: ovvero quello della democrazia diretta e dell'America in salsa amatriciana.

Perché non ha senso pubblicizzare sui muri di tutta Italia l'invito a prendere parte al congresso e a iscriversi al partito, se poi su tutti i media ci si cimenta nell'esercizio opposto. Non ha senso dire: apriamo le porte della nostra casa a tutti italiani, se poi in questa casa ci finisce qualcuno che ha il casellario giudiziario macchiato, e se invece - per paradosso - non ci può entrare un grande provocatore progressista come Grillo. Molti oggi dicono, criticando Marino per la sua polemica sul nome del giovane sospettato: come avrebbero mai potuto prevedere, i dirigenti della ex Margherita, che dietro la riservatezza di Bianchini si nascondesse una doppia vita da stupratore?

In realtà la domanda è posta male, e sarebbe quella sì sciacallesca. Ma andrebbe riformulata così: in quale partito (se non in crisi di identità) un personaggio come Bianchini sarebbe potuto diventare un dirigente locale? Semplice: in nessuno. E non per la doppia vita occulta del segretario del Torrino: ma proprio per quella pubblica. Tutte le cronache ci raccontano di un iscritto timido, riservato, favorito dal carisma del padre (di cui era stato vice), ultimo proconsole di un noto dirigente romano, coordinatore di un circolo di 150 iscritti, quasi una nave fantasma nella periferia della metropoli tra il raccordo anulare e il nulla. Nel Pci, ma anche nella Dc, un tipo così non avrebbe fatto carriera: i segretari dei vecchi partiti popolari erano leader di quartiere, micro-urbanisti, dirigenti carismatici, figli di piccole grandi lotte per le scuole, per le strade, per la casa o per le infrastrutture.



Nel «partito liquido», invece, il segretario di circolo è una sorta di fiduciario che tiene la contabilità per conto del suo Signore, un funzionario invisibile senza curriculum né storia, il gestore di un comitato elettorale che lavora a ritmo stagionale: e che quindi può essere chiunque, anche un anonimo che custodisce un segreto ai suoi stessi compagni. Ebbene, nel partito liquido, se Grillo entra in una sezione e apre lo spettacolo per quale motivo gli si dovrebbe rispondere: tu no, tu resti fuori? Quali sono i criteri di discriminazione identitaria per cui si può essere o non essere accolti come membri del Pd? Diceva Groucho Marx, con una celebre battuta: «Non farei parte di un club che contasse il mio nome fra quello dei suoi iscritti».

Il partito liquido viene messo in crisi da un paradosso opposto: è difficile trovare il motivo per cui qualcuno non dovrebbe far parte di quel club. Per stare nel Pci - a parte il singolare caso di Walter Veltroni, che dice di non esserlo mai stato - bisognava infatti essere comunisti: lo si poteva essere in tanti modi, ovvio, ma il prerequisito c'era, ed era difficilmente aggirabile. Per stare nella Dc, bisognava se non altro sentirsi democratico-cristiano: ed era un'identità così forte, quella dello scudocrociato, da sopravvivere alla fine di quel partito. Ma per essere democratico? Se il congresso del Pd viene pubblicizzato come un concorso a premi a cui chiunque può prendere parte purché si iscriva entro i limiti previsti dal bando, quali strumenti hanno, i dirigenti del partito, per negare il loro palcoscenico al grande saltimbanco? Se ne fa parte Paola Binetti, socio numerario dell'Opus Dei, perché non ne dovrebbero fare parte i grillini?

A Tonino Di Pietro e a Marco Pannella (a cui pure in altri momenti si chiedeva di affiliarsi alla grande famiglia!) si disse, per tenerli fuori dalla competizione, che la loro appartenenza a un altro partito era incompatibile con la loro adesione. Ma può una forza che ha l'ambizione della «vocazione maggioritaria», chiudere le porte a coloro che dice di voler includere nel suo progetto? Ecco perché il Pd forse ha davvero bisogno di una terapia d'urto come quella che gli propone Ignazio Marino: una terapia dolorosa, perché non mediata dalle sinecure del politichese. Oppure è costretto a inseguire la via del ritorno alle origini che gli prospettano Bersani e D'Alema: l'elogio del vecchio apparato («Invincibile, diciamo», per il leader Maximo) e quella del vecchio circolo in cui tutti si conoscono, e in cui le regole sono chiare, perché a redigerle sono gli stessi fondatori.

Dietro il paradosso Grillo, e dietro il darkside di Bianchini, invece, si agita il canovaccio di uno spettacolo diverso. Il sogno del Pd di Veltroni e Franceschini e il rito delle primarie aperte a tutti, avevano un’ambizione smisurata, quella di essere come un concerto rock a cui chiunque può prendere parte, purché paghi il biglietto. Se chiuderanno la porta a Grillo, Franceschini e Veltroni tradiranno il più antico comandamento dello spettacolo: The show must go on. E consegneranno al mattatore anti-sistema, ancora una volta, la loro scena. Se il Pd fosse un partito che non ha paura del suo vuoto identitario, Grillo entrerebbe nella sezione di Arzachena, pagherebbe i suoi sedici euro, e prenderebbe uno zero virgola, come il contadino no global Jose Bovè quando si candida all'Eliseo. Mentre se i dirigenti del Pd temono che possa vincere, vuol dire che c'è qualcosa che non va nel loro copione.


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Re: il Partito Democratico, secondo me

Messaggiodi red » mer lug 15, 2009 1:47 pm

e già..chi ha paura di grillo?
vista la nevrosi generale che ha provocato fra gli stati maggiori nelle ultime 48 ore,c'è nè più di uno che ha paura!
c'è lo vedrei bene grillo ad un congresso pd...
a crotone e provincia che tipo di moveìimenti si stan facendo?ci sono piu "bersaniani" in giro o "franceschiniani"??
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Re: il Partito Democratico, secondo me

Messaggiodi Dobo » mer lug 15, 2009 3:02 pm

In America qualunque cittadino puo' candidarsi a Presidente della nazione................. in Italia, invece, si stabilisce a priori chi puo' candarsi o meno alle primarie...... non solo ... ma viene escluso l'unico candidato che ha un programma(!) e pure serio (CARTA DI FIRENZE)................. ma a che servono le primarie? e soprattutto... gli elettori del pd sanno qual'e' il significato di primarie, di partito democratico? ....
BENE COSI' .... nel 2008 era al 32%, nel 2009 al 26% .... vediamo alle prossime di quanto riescono a scendere....
Forza Grillo! Visto come se la stanno facendo sotto mi pare di poter dire che Lui le ha gia' vinte le primarie.....

x Red
semmai ci fossero le primarie in Rifondazione e Grillo proporrebbe di candidarsi... tu lo voteresti?
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Re: il Partito Democratico, secondo me

Messaggiodi red » mer lug 15, 2009 9:55 pm

rispondo con piacere alla domanda,argomentando...in Italia oggi abbiamo due partiti "leader" : il pdl e il pdn (partito del nulla,come l'ha chiamato grillo);
il pdl la fa da padrone per i motivi che conosciamo (il nano venditore,il sistema clientelare,le amicizia poco affidabili di alcuni leader etc etc);il pd dovrebbe fare opposizione richiamandosi ad ideali "di sinistra" ma in realtà non è mai stato capace di giocare questo ruolo...

Indi per cui,se dovessi votare grillo alla segreteria del pd,lo fare perchè almeno sarei sicuro che ci sarebbe una voce fuori dal coro,contro quel blocco di potere attualmente rappresentato trasvelsalmente dai gruppi (massonici) di pd-udc-pdl e via dicendo..

ma grillo al prc lo voterei?assolutamente no...a meno che grillo non si riscoprisse comunista,non sottoscriverebbe il mio "programma ideale" che punta al superamento del capitalismo,allo stop dell'accumulo dei capitali,a case popolari per tutti,alla nazionalizzazione sotto controllo operaio delle fabbriche che chiudono o licenziano,al potenziamento della scuola pubblica etc etc etc..allora forse potrei votarlo!
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Messaggiodi Dobo » ven lug 17, 2009 7:56 pm

1.Acqua pubblica
2.Impianti di depurazione obbligatori per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario, contributi/finanziamenti comunali per impianti di depurazione privati
3.Espansione del verde urbano
4.Concessioni di licenze edilizie solo per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d'uso di aree industriali dismesse
5.Piano di trasporti pubblici non inquinanti e rete di piste ciclabili cittadine
6.Piano di mobilità per i disabili
7.Connettività gratuita per i residenti nel Comune
8.Creazione di punti pubblici di telelavoro
9.Rifiuti zero
10.Sviluppo delle fonti rinnovabili come il fotovoltaico e l'eolico con contributi/finanziamenti comunali
11.Efficienza energetica
12.Favorire le produzioni locali

Tu non lo voteresti?! Ma come?! non sosterresti Grillo e poi stai con quell'ex ministro della solidarietà sociale che non ha mosso un dito quando la tua rifondazione ha dato il suo apporto all'indulto............ dalla solidarietà sociale all'ingiustizia sociale... così... in un niente....senza che nemmeno tu te ne accorgessi!
Voglio vedere fino a quando si continuerà a far finta di non capire... di non vedere.................
Ciao Red
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Re: il Partito Democratico, secondo me

Messaggiodi red » ven lug 17, 2009 10:05 pm

abolizione leggi precariato?
edilizia popolare?
azzeramento spese militari per guerre del petrolio?
azzeramento finanziamento a scuole private?
scuola pubblica,laica e GRATUTITA?
nazionalizzazione delle imprese che licenziano e controllo operaio?

vedi dobo ... di programmini ipocriti io ne ho gia visti negli anni...ora manco grillo mi impressiona piu!
ripeto...mi augurerei di vederlo nel pd perchè porterebbe uno scossone,una voce nuova finalmente...ma non è lui la soluzione al "problema Italia",come obama non lo è stato al "problema mondo";
forse potrebbe essere un buon punto di partenza...staremo a vedere.
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Messaggiodi Dobo » sab lug 18, 2009 2:27 pm

red ha scritto:......
vedi dobo ... di programmini ipocriti io ne ho gia visti negli anni...ora manco grillo mi impressiona piu!


.... e quindi ti fermi a Ferrero!!!!
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Re: il Partito Democratico, secondo me

Messaggiodi red » sab lug 18, 2009 2:36 pm

che io mi fermi...lo escludo..
piuttosto se vuoi tenerti informato su qualcosa di utile e al contempo sapere quel'è la mia linea politica visita quotidianamente "www.marxismo.net" e poi ne riparliamo.
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Re: il Partito Democratico, secondo me

Messaggiodi Dobo » sab lug 18, 2009 7:22 pm

red ha scritto:..............piuttosto se vuoi tenerti informato su qualcosa di utile e al contempo sapere quel'è la mia linea politica visita quotidianamente "www.marxismo.net" e poi ne riparliamo.


Ho capito ............ ma a me piace trattare argomenti che servono a mettere sul tavolo della discussione tutte le contraddizioni.... allora perdonami se insisto con sto c**** di indulto..... (motivo principale per il quale io ho smesso di votare RC..... dopo aver votato sempre RC!)
Sarai daccordo con me nel definire l'indulto una ingiustizia sociale.... oltretutto l'Italia aveva bisogno di tutto fuorchè di legalizzare dei delinquenti (da Tanzi fino a gli ultimi quattro poliziotti che hanno ammazzato Federico Aldrovandi).... ora tu mi inviti (se proprio voglio informarmi) di visitare marxismo.net. Io l'ho fatto.... peccato che all'interno del sito non ho trovato niente in merito allo scellerato provvedimento di cui sopra. Non solo ma come puoi pensare di mettere, per esempio, le fabbriche sotto il controllo degli operai se poi si sostiene un provvedimento che legalizza l'illecito... sapendo che "l'illecito" è piu' facile che l'abbia commesso il datore di lavoro piuttosto che l'operaio.
Red il rinnovamento non serve solo all'interno del pd...... io te l'ho detto e te lo ripeto ............. se il leader di RC fossi tu allora si potrebbe attuare una politica comunista...... altrimenti continuerai (molto giustamente) a credere nelle tue idee (che poi sono anche le mie) ..... ma non le vedrai mai applicate.
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Re: il Partito Democratico, secondo me

Messaggiodi red » dom lug 19, 2009 9:12 pm

l'indulto dobo è una delle ingiustizie..devo essere sincero,lo fui anche nel 2006 quando venne votato..a me il provvedimento non è piaciuto e meno ancora è piaciuto il fatto che il prc lo ha sostenuto...ma di fatto,io non condividevo la nostra presenza all'interno del gocerno,figuriamoci cio che si votava!
certo tu dici che da allora hai smesso di votare il prc...mi vien da pensare come avresti reagito se avessi vissuto il compromesso storico di berlinguer!!!
io credo comunque che prima dell'indulto,fra le ingiustizie ci sono i finanziamenti pubblici a numerose opere (con il benestare dell'allora ministro di pietro) pubbliche "inutili",fra ponti strade e stradine,quando in italia ci sono molte carceri "sfitte" che potrebbero essere riempite..vedi,quindi il problema è di fondo,poi aggiungici mastella che voleva il suo momento di gloria...e il danno è fatto!
il rinnovamento non è qualcosa che compri tra gli scaffali del supermercato,il rinnovamento va perseguito...e non lo si può fare scappando o non votando...io credo nella costruzione di un partito comunista,credo che la base debba essere rifondazione e continuo a lavorarci al proprio interno...seppur con "il vento contrario"...
un primo passo è stato toglierci dai c****** una grande parte dei vecchi burocrati,ma è solo il primo tassello.

per quanto riguarda il rinnovamento del pd (dato che il topic riguarda per l'appunto il pd) lo vedo lontano se non impossible;risottolineo che una voce critica,forte come quella di grillo farebbe solo bene..ma una goccia di bianco in una vasca piena di colore nero non contribuisce far cambiar la natura,purtroppo..
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