Mentre c'è chi, in tema di prostituzione esorta il legislatore a superare la Merlin e a trovare una soluzione al problema dell'esercizio lungo i viali della propria città del mestiere più antico del mondo da parte di donne, ma non solo, alcuni amministratori locali si barcamenano tentando di contrastare un fenomeno ormai dilagante (complice l'offerta extracomunitaria) reagendo con mezzi di fortuna, magari mandando i vigili a fotografare i clienti nell'approccio con le "donnine allegre" (chissa erché le chiamavano così, una volta). Le mogli sono avvertite: altro che autovelox.
Il ministro neocomunista Damiano, dal canto suo, ha lanciato una proposta alla Festa dell'Unità a Genova: "Penso a una regolamentazione - ha detto - che consenta alle persone che scelgono questo mestiere di potersi organizzare, magari in cooperative, in luoghi che garantiscano protezione" Quali luoghi? Ah già, i bordelli.
L'idea naturalmente non è originale perché adottata senza problemi nel Nord Europa. Ma che volete farci, la cosa in Italia non è semplice come potrebbe sembrare...




