Alla chiusura dell'attività, alla fine di Marzo, ho mandato la raccomandata di disdetta, confermata dalla società “la220” con data di cessazione della fornitura al 30 aprile. In seguito ho ricevuto una raccomandata dall'ENEL distribuzione che mi confermava la cessazione della fornitura e di definire se rimanere sul mercato libero con un nuovo grossista oppure di rimanere sul mercato regolato. Mi assicuravano inoltre che avrebbero continuato a garantire i prelievi di energia.
Essendo affittuario e con chiusura definitiva dell'attività non mi sono preoccupato di niente, ho consegnato le chiavi il 24 Maggio e me ne sono andato.
Dopo un anno il magazzino è stato di nuovo affittato e io ricevo da ENEL una fattura di 550 euro con un consumo di 28kw nel mese di maggio e con un carico di quote aggiuntive dovute alla presenza del contatore della durata di tutto un anno.
Non basta disdire il contratto con chi fornisce energia ma bisogna anche chiudere il cordone ombelicale del contatore con ENEL?
E' giusto fornire un servizio a pagamento quando è chiaramente inutile e non richiesto specificatamente?
Se qualcuno deve pagare questo servizio non richiesto lo deve fare chi possiede l'immobile o chi era in affitto e se ne è andato via?
Sta di fatto che ho già ricevuto un'ingiunzione da una società di recupero crediti nonostante abbia mandato raccomandate R/R e fax all'ENEL per poter chiarire la situazione sempre rimaste non risposte.
Qualcuno ha qualche suggerimento in merito?
Grazie



