Nancy Monica Sarmento ci ha scritto:
E’ facile parlare di immigrati e fare considerazioni a volte sensate, a volte gratuite e superficiali. I suggerimenti sono dati dal fatto che in ogni angolo della città si vedono extracomunitari di colore diverso, indotti ad una nuova forma di accattonaggio, senza una speranza di veri guadagni. Altri indotti alla prostituzione, al lavoro nero, soggetti a scarsa igiene personale e ambientale e trasgressori delle leggi comuni.
Il centro di accoglienza di S. Anna è affollato e spesso teatro di disordini.
C’è chi parla di diritto all'immigrazione e di dovere di solidarietà. In realtà, determina un problema sociale di notevole rilevanza. Le associazioni Il numero degli immigrati, regolari e non, presenti sul territorio di Crotone è sempre crescente. Si tratta di persone con cultura, religione, lingua ed usanze diverse che vengono in cerca di lavoro e serenità, che spesso mancano anche ai giovani della provincia.
Altri mirano a contrastare il fenomeno attraverso disposizioni rigide affermando il rigore della legge. In un clima emotivo, spesso scattano meccanismi di razzismo e l’orientamento ad essere “più cattivi” con i clandestini. La determinazione del ministro dell’interno Roberto Maroni e di alcuni sindaci sono indicazioni chiare di un problema che perde di vista la legalità, la solidarietà e il ruolo socio-economico che una parte di questi svolge nel territorio.
Mentre il punto rilevante è l’accoglienza e l’integrazione dell’immigrato nel rispetto delle regole, al di fuori del pietismo e della solidarietà che è già abbastanza visibile e che balza al centro dell’attenzione dei partiti politici, dei mezzi di comunicazione di massa e dell’opinione pubblica. A Crotone la “tolleranza” e la “solidarietà” sono una risposta d’amore per questa gente, un fiore all’occhiello di tutti i cittadini che non restano indifferenti e mostrano tanto altruismo.
Ma non basta. La solidarietà non deve essere semplicemente comportamento individuale, né tanto meno beneficenza, ma un principio ispiratore della politica, dei rapporti economici, della democrazia e dei rapporti con le persone
Non c’è solidarietà senza giustizia, riconoscimento dei diritti, eguaglianza e serenità. Non esiste solidarietà senza un impegno costante rivolto alla trasformazione sociale ed economica del territorio. Proviamo a sapere qualcosa di più su questi “invasori”.
Ci aiuterà a trovare soluzioni, nel rispetto della dignità umana, attraverso interventi sul piano politico – organizzativo - sociale. In altre regioni dell’Italia le Associazioni e gli Enti, al di la dei sistemi di solidarietà, si sono proposti obiettivi ambiziosi, difficili ma profondamente giusti, mirati a contribuire a creare una società aperta verso le diversità in modo sempre più multi - etnico, multi – culturale.
In queste regioni il razzismo e la xenofobia si combatte perseguendo il rispetto della loro identità e riconoscendo agli immigrati l’uguaglianza nei diritti e nei doveri. Si tratta di una espressione di “civismo” maturo in una nazione come l’Italia che può trarre dagli immigrati nuove energie e nuove risorse economiche e sociali. Crotone ha le intelligenze e le capacità per farlo. Occorre sapersi interfacciare e programmare insieme progetti, ricerche, studi, seminari, incontri individualizzati, in un rapporti di collaborazione con istituzioni, enti, organizzazioni politiche, sindacali e professionali.
E’ così che si apre la porta a questa gente che non parla italiano, non ha indirizzo, non ha un aggancio. Per sopravvivere adotta il sistema della mendicità e la speranza come progetto della propria vita.
Nancy Monica Sarmento