Tempo di crisi, ma non per tutti

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Tempo di crisi, ma non per tutti

Messaggiodi Redazione » ven mar 20, 2009 1:30 pm

Francesco Lena ci ha scritto:
Faccio alcune mie considerazioni e riflessioni, sulla crisi economica e sociale del nostro paese l’Italia. Io dico che quando c’è in corso una crisi, il paese dovrebbe chiamare a raccolta, tutte le sue forze e tutti i suoi cittadini, a collaborare per superarla.

Il governo che ha le maggiori responsabilità, dovrebbe, riunire e consultare tutte le forze del paese, non escluderne nessuna, dovrebbe cercare di unire per fare fronte meglio alle difficoltà esistenti, non dividere come purtroppo sta avvenendo nei confronti dell’opposizione e di alcune organizzazioni sindacali.

In questo momento delicato e difficile, c’è veramente bisogno delle idee e energie di tutti, lasciando da parte gli interessi di particolari, ma guardare quelli generali del paese. C’è bisogno di una grande collaborazione di responsabilità, di trasparenza, per trovare tutti insieme,le strategie migliori, per fare fronte ai problemi, e per fare ripartire l’economia italiana e superare le difficoltà sociali.

Le istituzioni a qualunque livello, sia nazionale che locale, rendersi più efficienti, sulla produttività ma anche sulla qualità dei servizi, eliminare gli sprechi, fare la propria parte per combattere l’evasione fiscale, una maggiore attenzione ai cittadini più bisognosi.

Anche alle società ed organizzazioni sportive, agli enti pubblici e privati, dalla rai a mediaset, alle aziende, darsi una calmata, e gestire gli stipendi con maggiore responsabilità. Per dirigenti, presentatori, allenatori, calciatori, conduttori di programmi televisivi, la crisi economica sicuramente non la sentono, con i loro stipendi d’oro, neanche per quei personaggi che hanno ville lussuose sparse per l’Italia. Non è possibile cari cittadini stare a guardare e stare zitti su queste cose, e in una crisi economica e sociale, seria come quella che stiamo vivendo in Italia, ci siano tanti allenatori, giocatori di calcio, piloti di automobili, di motocicletta, dirigenti, presentatori, personaggi dello spettacolo, che prendono fior di milioni di euro l’anno, poi ci siano lavoratori dipendenti, magari anche precari, che non arrivano a mille euro al mese di stipendio. Poi la cosa che mi fa veramente star male, vedere tantissimi pensionati che prendono dai 500 ai 600 euro al mese di pensione, veramente da fame.

Mi chiedo dove è la serietà, la responsabilità, la coscienza civile e sociale, del nostro paese. Io dico che quando c’è in atto una crisi cosi seria, c’è bisogno della responsabilità e del contributo di tutti, proporzionata al proprio reddito. Siccome dicono gli esperti di economia che la crisi non è arrivata al suo massimo di gravità, direi che dobbiamo imboccarci tutti le maniche. A partire dal governo in carica, consultare subito tutte le forze sociali del nostro paese, ed elaborare un piano straordinario anticrisi, dove ci dovrebbero essere più stanziamenti per gli ammortizzatori sociali, disoccupazione, cassa integrazione, per il precariato, aumento delle pensioni e dei salari per i lavoratori dipendenti, aumentare le detrazioni fiscali, lotta seria all’evasione fiscale, (per pagare meno e pagare tutti) e per ricuperare soldi e diminuire le tasse. Per dirigenti salari più contenuti, diminuzione delle tasse a partire dai ceti medi a quelli più in basso, maggior investimento nella sicurezza, sul territorio, sui posti di lavoro, sulle strade, investire di più anche nelle energie pulite alternative al petrolio, per la salvaguardia del ambiente.

Per quanto riguarda le società sportive, aziende di ogni genere, diminuzione dei mega stipendi, per i giocatori, allenatori, presentatori, conduttori di programmi televisivi, dirigenti.

Ora un invito tutti insieme diamoci da fare con molto più impegno, prendersi ognuno la propria responsabilità, da protagonisti non da spettatori, con le nostre proposte, le nostre idee, i nostri suggerimenti, se ci metteremo al servizio del paese, con coscienza e responsabilità, contribuiremo sicuramente a superare la crisi, ma anche costruire una società, più sicura, più equa, più solidale, più giusta, nell'interesse del bene comune.
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Re: Tempo di crisi, ma non per tutti

Messaggiodi Candido » ven mar 20, 2009 9:51 pm

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Re: Tempo di crisi, ma non per tutti

Messaggiodi Candido » ven mar 20, 2009 10:07 pm

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Re: Tempo di crisi, ma non per tutti

Messaggiodi Candido » ven mar 20, 2009 10:17 pm

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Re: Tempo di crisi, ma non per tutti

Messaggiodi Candido » ven mar 20, 2009 10:21 pm

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Re: Tempo di crisi, ma non per tutti

Messaggiodi Candido » mar mar 24, 2009 9:52 pm

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Sesso, cibo e bevande a 70 euro:
così il bordello sfida la crisi
A Berlino il «Pussy Club» propone la formula del "tutto incluso"per fare fronte al calo di clienti

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BERLINO - La clientela è diminuita del 20 per cento per colpa della crisi economica. Per questo il «Pussy Club», bordello berlinese che si trova sulla strada per l'aeroporto di Schonfeld, ha pensato bene di elaborare una sorta di pacchetto anti-crisi. La formula è quella del «tutto-compreso»: con 70 euro i clienti possono aver ragazze, bevande e cibo a volontà.
Allo stesso prezzo, anche la maîtresse della casa d'appuntamenti (una donna non più giovane, ma alquanto esperta) è disponibile a partecipare alle attività del locale. Secondo le operatrici del settore, la crisi economica ha ridotto del 20% il numero dei clienti che frequentano le case chiuse, legalizzate in Germania dal 2001.
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Re: Tempo di crisi, ma non per tutti

Messaggiodi Ugo Sorgente » mer mar 25, 2009 9:21 pm

moriremo liberisti!

Sarà un caso, ma da quando la SINISTRA è scomparsa dal Parlamento (per fortuna il Socialismo rimane ancora vivo, all’esterno, come sana idea politica) il nostro Paese è precipitato vertiginosamente nel baratro. E’ certo che siamo nel pieno di una crisi economica globale di cui neanche il più insigne degli economisti, forse, si azzarderebbe mai a pronosticarne l’esito finale. Ma è altrettanto vero che il nostro Paese sta attraversato una crisi endemica che sul piano sociale fa perdere di vista solidarietà ed etica morale, e su quello politico intacca profondamente le istituzioni democratiche.

Non passa giorno, infatti, che non si annunciano repentine e progressive chiusure di attività lavorative che investono anche il terziario; chiusure di attività di produzione e servizi che trascinano appresso medie e piccole imprese; “ma anche” l’annuncio di assurde pretese provenienti da variegate corporazioni (banche ed assicurazioni in primis) che grazie all’attuale sistema liberista riescono a mantenere in vita un assurdo sistema di speculazione finanziaria che consente loro di concretizzare la socializzazione dei debiti e la privatizzazione dei profitti.

Di tutto questo, i primi a farne le spese sono ovviamente le famiglie meno agiate, quei lavoratori precari che sono privi di ammortizzatori sociali, le persone di mezza età, specie quelle con al seguito un carico di famiglia, “ma anche” intere generazioni di diplomati/e e laureati/e che stanno ormai “invecchiando” mostrando senza alcun esito e in ogni dove, curricula correlati e distinti titoli di studio conseguiti dopo anni di immensi sacrifici personali e di famiglia.

Adesso, da qualche parte, notiamo persino attività sociali del tipo ricettivo, gestite prevalentemente dal volontariato, essere letteralmente gremite, per adesso con forte imbarazzo ed in penombra, da donne e uomini attivi e capaci di mettere a disposizione il loro sapere, le loro braccia e le loro menti, ma la cui dignità è stata calpestata essendo espulsi, loro malgrado, dalle varie attività produttive, e che per questo motivo non possiedono più niente. Intere generazioni che, ahi noi! stanno oramai per essere catapultate in un catastrofico futuro. E poi ci si chiede perché la gente non si sposa o non mette al modo più figli.

D’innanzi a questa immane tragedia, che come si vede non è solo economica ma soprattutto sociale, il governo di questo nostro Paese, ormai divenuto liberista, come risponde? reclamando quotidianamente fiducia e agendo con disprezzo, perché vuole liberarsi di quel poco di welfare che ancora esiste. Perché è particolarmente noioso per lor signori lo stato sociale. Così come noiosi e fastidiosi sono considerati per lor signori i pezzenti che, solo per mera circostanza non vengono ancora buttati in comuni fosse. Da morti, forse. Ecco quindi inventata per un anno la social card da 40 €, che più nessuno ricarica.

Un tempo si soleva dire: “non moriremo democristiani”.


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Re: Tempo di crisi, ma non per tutti

Messaggiodi Candido » mar mar 31, 2009 8:42 pm

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Crisi Auto. Il presidente Usa Obama detta condizioni e chiede un piano più efficace da General Motors. E a Chrysler: 6 miliardi se ci sarà l'accordo con Fiat. E la risposta arriva subito: raggiunta l'intesa con gli italiani....

LA DUNA, LA PUNTO E LA SANTA MAREA

di Vittorio Macioce


... Obama guarda negli occhi tutto il suo popolo e dice: «Cassino». Cassino? Eh sì, Cassino. What’s Cassino? Seconda guerra mondiale, paisà, la linea Gustav e l’abbazia, le bombe, l’amaro benedettino. E non solo Cassino, ma anche Pomigliano d’Arco, Mirafiori, Termoli, il Lingotto, Termini Imerese, l’Alfasud, la Bravo, la Brava, l’850 Special, il Fiorino, la Panda mille, quella quattro per quattro, Lama, Carniti, Benvenuto, la Palio, la Millecento, dribbla Causio e passa a Tardelli, la 600, la 600 multipla, la Multipla, l’avvocato Agnelli, la marcia dei quarantamila, Torino, i terroni, Romiti e i metalmezzadri. La Uno, la Cinquecento, la Topolino amaranto. Insomma, la Fiat. E Fiat lux.

Sì, la Fiat, quella che doveva fallire, quella che chissà chi se la compra, quella che Torino ha perso l’anima da quando Agnelli se ne è andato via. La Fiat utilitaria, con il cambio che va a doppietta, con le portiere che fanno strack e la 127 che sarà pure un trattore ma non la fermi neppure con un Cruise terra aria nel radiatore.

Obama dice che in questa America a stracci, dove i macchinoni non si vendono più, c’è bisogno di qualcuno che sappia farle piccole, belle e che consumino poco. Ecco, noi siamo perfetti. Ci siamo sorbiti l’austerity, il petrolio che scende e la benzina che sale, le città senza parcheggio, le autostrade a una corsia e mezzo, canotti, braccioli, remi, ombrelloni, fornelletti da spiaggia, dodici chili di amatriciana, quattro persone più la nonna oversize in una vecchia Cinquecento....


continua..
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=340169


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Re: Tempo di crisi, ma non per tutti

Messaggiodi marge » gio apr 02, 2009 4:32 pm

(ANSA) - LONDRA, 2 APR -'Il messaggio conclusivo del G20 di Londra e' non abbiate paura, gli stati ci sono e faranno la loro parte'. Lo ha detto Silvio Berlusconi.Rientrando dalla cena offerta da Gordon Brown in onore dei leader del G20, ha precisato:'Stiamo vedendo e puntualizzando i vari interventi e le varie decisioni', ha detto, riferendo dei lavori preparatori al vertice:'Il mio intento e' far notare come la crisi sia soprattutto psicologica e governi e Stati devono assicurare che le banche non falliscano'.
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Re: Tempo di crisi, ma non per tutti

Messaggiodi marge » gio apr 02, 2009 4:46 pm

Ma che cos’è questa crisi…

“Ma che cos’è questa crisi, para pa pa pa pa”, molti sapranno che questo è il ritornello della famosa canzone di Ettore Petrolini degli anni ‘30.Sembra essere tornata attuale, nonostante i suoi anni. :wink: :wink: :wink:

MA... COS'E QUESTA CRISI?” di Ettore Petrolini

Si lamenta, l'impresario, che il teatro più non va, ma, non sà rendere vario, lo spettacolo che dà: "Ah... la crisi!"
Ma cos'è questa crisi? (due volte)
Metta in scena, un buon autore, faccia agire un buon attore, e vedrà... che, la crisi, passerà!

Un riccone, avaro e vecchio, dice: "ahimè, cosi non và... vedo nero nello specchio... chissà come finirà... Ah... la crisi!"
Ma cos'è questa crisi? (due volte)
Cavi fuori il portafogli, metta in giro i grossi fogli, e vedrà... che, la crisi, finirà!

Si lamenta Nicodemo, della crisi, lui che và... nel casino di San Remo, a giuocare il baccarà: "Ah... la crisi!"
Ma cos'è questa crisi? (due volte)
Lasci stare il gavazzare, cerchi un pò di lavorare, e vedrà... che, la crisi, finirà!

Tutte quante le Nazioni si lamentano cosi! Conferenze, riunioni, ma si resta sempre lì: "Ah... la crisi!"
Ma cos'è questa crisi? (due volte)
Rinunciate all'opinione, della parte del leone e chissà... che, la crisi, finirà!

L'esercente, poveretto, non sa più che cosa far... e contempla quel cassetto, che riempiva di danar: "Ah... la crisi!"
Ma cos'è questa crisi? (due volte)
Si contenti di guadagnare, quel ch'è giusto e non grattare... e vedrà... che, la crisi, passerà!

E perfin la donna bella, alla crisi s'intonò... e, per far la linea snella, digiunando sospirò: "Ah... la crisi!"
Ma cos'è questa crisi? (due volte)
Mangi un sacco di patate, non mi sprechi le nottate... e vedrà... che, la curva, tornerà!

Per finire
Ma... cos'è questa crisi?
chi ce l'ha, li metta fuori... circolare! miei signori... e, chissà... che, la crisi, finirà!
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