Biagio ha scritto:Biagio ha scritto:Dobo ha scritto:Il paradosso!
Ogni credente diffonde un messaggio… e cioè che bisogna credere anche in assenza di dimostrazioni ….solo che contemporaneamente tenta di smentire la scienza …. Cioè tutto ciò che si dimostra scientificamente può non essere vero… e badate bene che la fede non smentisce tutta la scienza….. ma solo quello che conviene alla religione!
Quindi il motto di ogni credente è: “CREDI A QUELLO CHE NON VEDI E NON CREDERE A CIO’ CHE VEDI”
Biagio risponde (o Santa Pazienza !
)Riflessioni di Paolo Manzelli:
I LIMITI DELLA SCIENZA ED IL RICORSO ALLA FEDE:
Personalmente ritengo che, anche in modo del tutto indipendente da ciò che è od è stata la religione(qualsiasi essa sia), e pur ammettendo che la scienza potrà passare in futuro da una metodologia analitica limitata a modelli riduzionisti del pensiero, per aprirsi a sistemi cognitivi in grado di capire la evoluzione della natura e persino darle un nuovo corso di sviluppo decretato dal libero arbitrio dell'uomo, sono certo del fatto che il ricorso alla FEDE sarà comunque ineliminabile.
Infatti ,anche ammettendo che nel destino dell'uomo sia scritto che egli potrà scoprire tutto ciò che è natura, compreso se stesso, ed anche se egli avrà l'abilità di alterare ogni fenomeno naturale conosciuto, l'uomo non avrà mai alcuna risposta alla domanda PERCHE ,ciò è stato a lui possibile.
L'atto di FEDE sarà quindi sempre correlato al dubbio esistenziale; l'essere uomo oggi come domani non potrà non riconoscere il fatto di non essersi creato da solo.
In questo dubbio scienza e fede si uniscono in ogni tempo, proprio perché sia la vera scienza, che la vera fede, sono e saranno entrambe una doppia dimensione dello spirito umano, che tende ad arginare quel profondo stimolo interiore, che spinge coscientemente o incoscientemente l'umanità verso una comprensione profonda capace di rispondere al dubbio fondamentale della ragione della propria esistenza..... quella.... che forse ognuno di noi avrà chiaro ed evidente dopo la morte.
Ho voluto riportare questo mio post,visto che non é stato commentato,a questo punto mi sorge un dubbio.......MANCANZA DI ARGOMENTI PER CONTROBATTERE ???

Ma quale mancanza di argomenti…. Hai semplicemente riportato un pensiero di un personaggio illustre…..ma ti voglio ricordare che Manzelli sottolinea come la fede sia un mistero e che tale resterà per sempre. Per questo motivo lui è certo che il ricorso alla fede sarà comunque ineliminabile…..non parla di certezze sull’esistenza di dio…..
E comunque, posso tranquillamente riportarti qualche passaggio del matematico impenitente Odifreddi…..
Per lui mettere al centro delle cose la lezione di Lucrezio e di Bruno e di Galileo e di Russell e di Einstein, o tornare ad indicare come maestri o “santi laici” premi Nobel delle varie discipline scientifiche che hanno modificato la vita degli uomini, come Renato Dulbecco o Rita Levi Montalcini, significa aprire la strada alla comprensione dei problemi “veri” del mondo d’oggi, che sono poi quelli della sua sopravvivenza. Perché solo se si guarda con occhio scientifico, quindi impenitentemente “matematico”, alla realtà dell’ambiente (e quindi ci si libera una volta per tutte dalle suggestioni delle “leggi di Dio” che dicono “crescete e moltiplicatevi” e irresponsabilmente vietano l’uso dei contraccettivi e si dilettano dietro i padri Pii e le sante Terese) si può sperare di fermare le insensate politiche di sfruttamento senza regole del pianeta e capire in senso positivo, tanto per fare un esempio, il discorso che scienziati senza paraocchi ed economisti non asserviti come Joseph Stiglitz fanno sulla globalizzazione. Che oggi registra già, come quest’ultimo aveva previsto, le prime e certo non ultime rivolte delle popolazioni affamate.
Sempre Odiffredi…..
Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato e la vita più degna di essere vissuta. Che ciascuno porti dunque il suo contributo, grande o piccino, affinché questo succeda, per la maggior gloria dello Spirito Umano.