chi ha paura di Papa Ratzinger?

Credere o non credere? E perché ?
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chi ha paura di Papa Ratzinger?

Messaggiodi Barresi » mar gen 15, 2008 3:57 pm

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Sono convinto che le polemiche e le manifestazioni, sorte a causa della visita di BENEDETTO XVI all’apertura dell’anno accademico dell’Università La Sapienza di Roma, siano solo un pretesto per irrigidire il rapporto tra religione e politica che continua ad essere motivo di acceso dibattito, con risvolti anche su questioni di bioetica, di politiche per la famiglia e di giustizia sociale.

Siamo facili a farci influenzare da qualsiasi cosa ci dicano o ci propinano, ma c'è anche da dire che è difficile orientarsi nella straripante marea di notizie, fatti, eventi che vengono raccontati più volte e da fonti diverse ed in maniera diversa. Città senza più valori, senza più pudore, senza maestri, senza un atteggiamento educativo per i bambini, figli che pagano con l’isolamento o l’emarginazione perché portano un Cognome “pesante”, e che soffrono perché additati.

E nessuno dice niente, anzi si mormora " ben gli sta ... ". Così si fa contestazione, così si fa politica.

Striscioni che volano via con su scritto che “la religione è una minaccia alla democrazia”. Io penso che sia il contrario. Essa può sicuramente rappresentare un valido contributo al dibattito pubblico. Una società, per dirsi veramente democratica, dovrebbe tener conto della “visione del mondo” di tutti i suoi membri e consentire loro di partecipare alla dialettica pubblica compreso il Papa. Ed insisto nel dire che la religione può anche rappresentare un valido contributo alle discussioni sui diritti umani, sui valori politici e sul concetto di persona umana.


Il bombardamento continuo, un po' alla volta, ci sta facendo perdere il senso di autocritica, il saper discernere, il riuscire a vedere oltre i fatti, quello che sta succedendo. Così magari ci illudiamo di essere capaci di scegliere, e poi in fondo facciamo le scelte che altri fanno per noi, o ci uniformiamo alla mentalità di questo mondo, il che è peggiore.

Quando l'uomo si allontana dai valori fondanti la cristianità e fa di testa sua, è capace delle più orribili cose. La storia ce lo insegna. Quando l'uomo pensa di sostituirsi e si sente un dio, si riempie di orgoglio, non ha più bisogno di alzare gli occhi al cielo (e magari si fa aiutare da maghi e fattucchiere) e perde il senso della vita.

La nostra grandezza, invece, si misura considerando quanto piccoli siamo! Che cosa strana, vero? Ci sono Santi che hanno scritto cose stupende su questo argomento.

Qualcuno di lassù ci vuole donare tutto, a partire da se stesso, dal suo amore, dalla sua stessa vita divina, ma, come tutte le cose, se vai a far la spesa con la macchina già carica, non riuscirai a caricare nient'altro.

Se il nostro cuore è pieno di egoismo, di rivalità, di giudizi, di presuntuosità, oltre che di tutte le specie di peccati, non ha posto per accogliere questi doni di lassù. Non è <<Lui>> che non ci dona il suo amore, siamo noi che non abbiamo tempo né posto per poterlo ricevere.

Poi i doni di Lui sono cose speciali e non convivono con il peccato. Ecco allora che possiamo godere di tutto ciò che Lui mette a nostra disposizione, solo se abbiamo un cuore puro ed umile, solo se siamo convinti che Lui ce lo può riempire, solo se riconosciamo di essere piccoli, piccoli di fronte a Lui. Allora sì che Egli ci farà grandi, che compiremo opere e cose che mai avremmo immaginato, che potremmo essere giganti nella fede. Lui, solo Lui, può fare questo per noi, se noi lo desideriamo. Ma siamo davvero felici se calunniamo e giudichiamo l’altro? Io penso che Tu non sei migliore dell’altro anche se ti atteggi a grande uomo e poi non distingui il colore giallo dal rosso.

Oggi si tende a concepire la laicità come l´ambito della sola ragione ossia della ragione che considera la fede religiosa come irrazionale e quindi non degna di entrare nel dibattito pubblico.

Ecco perché Professori (una minima parte) e pochissimi studenti della Università Romana La sapienza pensano alla laicità come neutralità dagli assoluti che accetta la religione solo secondo tre modalità: come fatto privato, come setta nel mercato dei sentimenti religiosi, come vaga e generica mistica negando alla religione una dimensione pubblica. Comunque, ciò nonostante, la visione religiosa del mondo costituisce un contributo valido e merita di poter essere ascoltata.

Infatti, estromettere una visione religiosa del mondo senza dare ad essa la possibilità di essere discussa pubblicamente nel merito delle argomentazioni che essa propone si configura come una violazione dei principi democratici.


Salvatore Barresi
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Messaggiodi latino » mar gen 15, 2008 5:07 pm

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Messaggiodi oscarfirmian » mar gen 15, 2008 9:36 pm

caro dottor Barresi, lei parla di cattolicesimo e di giusto inserimento della cattolicità nella discussione democratica, quasi come se il cattolicesimo, ed il papa che ne incarna il verbo e le scelte, vivessero in Italia questa condizione ghettizzata e minoritaria, che ne metterebbe a rischio addirittura la libera esistenza.

ciò mi pare fuori luogo, e sto chiaramente usando un eufemismo dettatomi dalla difficoltà che già si ha, in genere, a parlare di queste cose senza venire tacciati di anti-cristianesimo.

ad ogni buon conto, la religione cattolica ha questo tipo di reazione tutte le volte che qualcuno ne mette in dubbio la supremazia nei confronti della società, della cultura e del pubblico dibattito, soprattutto in questo paese.

ogni qual volta qualcuno prova a normalizzare la questione "democrazia", specificando che la religione cattolica ha pari diritto di occupare una fra le tante posizioni nel dibattito, il Vaticano reagisce come se qualcuno ne volesse negare addirittura l'esistenza e la normale partecipazione al dibattito stesso.

ciò ha chiaramente del ridicolo, ma mi stupirei se non fosse così. scontiamo da sempre in italia una iper-presenza dei cattolici negli ambiti della cultura, della società e delle istituzioni, che delle volte potremmmo ancora oggi stupirci del contrario.

eppure il desiderio di molti laici, le assicuro con franchezza, non è quello di escludere la religione cattolica, ma sempiicemente di far si che essa sieda al tavolo del dibattito culturale esattamente come gli altri, priva dei preconcetti che l'assillano così come delle manie di controllo che da sempre ne caratterizzano lo "strabordare" in campi che la riguardano, certo, ma da pari a pari.

intanto in Spagna, paese cattolicissimo, la democrazia riesce piano piano e inaspettatamente a recuperare dei presupposti di onestà intellettuale, e di pariteticità fra i differenti modi di pensare, che a volte -e soprattutto ogni volta che scoppiano in italia casi come questo che riguarda la sapienza - farebbero venir quasi voglia di urlare la sveglia a questo paese, ma così forte da non farlo riaddormentare poi più almeno per decenni. così facciamo a volte, prima di ricominciare poi inesorabilmente a dormire.
Ultima modifica di oscarfirmian su mer gen 16, 2008 12:08 am, modificato 1 volte in totale.
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Messaggiodi Salvatore » mar gen 15, 2008 11:45 pm

Un comunicato della stampa vaticana notifica che il Vaticano ha "ritenuto opportuno soprassedere" alla visita del Papa all'università la Sapienza "a seguito delle ben note vicende di questi giorni".
Gli studenti che questa mattina sono passati dalle parole ai fatti hanno ottenuto un risultato insperato: impaurito da un'immagine "a rischio", la compagine governativa del pontefice ha optato per una soluzione di ripiego, giocando però la carta della vittima dell'intolleranza, da far pagare alle contro-parti misere della politica istituzionale che già si sbracciano in dichiarazioni di solidarietà e testimonianze di sdegno.
Una mossa "furba" con cui Ratzinger raccoglie - in anticipo - l'unità delle forze politiche partitiche sulla battaglia ben più consistente che si giocherà intorno alla famigerata "moratoria sull'aborto" con relativo attacco alla 194.
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Messaggiodi Gregorio Colaci » mer gen 16, 2008 4:39 pm

Saluti a tutti
Non credo che l'Italia sia pervasa da uno spirito anticlericale, come invece ha ribadito anche oggi la moglie di Clemente Mastella alludendo alle proprie vicende giudiziarie ("oggigiorno i cattolici sono nel mirino, pensate al Papa").
Il vittimismo non giova, né da una parte né dall'altra, perché penso che abbia sempre il sapore della pretestuosità e sappiamo tutti che questo grave momento richiederebbe ben altri atteggiamenti, ma si sa: siamo quello che siamo.

Mi ritrovo d'accordo con chi ha detto che l'Università La Sapienza con questo storia ha perso ancora una volta una grande occasione di essere quello che tutti ci aspettiamo che sia: un luogo di incontro fra culture e di confronto fra intellettualità. Quand'anche da parte di qualcuno non si riconoscesse l'autorità religiosa di Benedetto XVI avrebbe dovuto predisporsi ad accogliere e ad ascoltare da spirito libero ciò che aveva da dire il professor Joseph Ratzinger

Ricordo a me stesso ed a tutti gli intolleranti (laici e chierici) la polemica che ha preceduto la visita (settembre 2007) del leader iraniano Mahmud Ahmadinejad alla Columbia University di New York. La decisione di consentire la visita negli Stati Uniti (fuori dall'ambito extraterritoriale del Palazzo di vetro dell'ONU) e nel contempo, di permettergli di tenere una pubblica conferenza ha rafforzato le isitituzioni USA e il prestigio della comunità nordamericana: dare libertà di parola a quello che si pensa sia il più illiberale degli interlocutori è segno di forza e non di debolezza.

E' un paragone per assurdo, naturalmente. Il boicottaggio a papa Benedetto XVI - professor Joseph Ratzinger m'è sembrato più un segno di provincialismo/grettezza culturale che altro.


laicamente vostro
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Messaggiodi Salvatore » mer gen 16, 2008 5:32 pm

Gregorio Colaci ha scritto:: dare libertà di parola a quello che si pensa sia il più illiberale degli interlocutori è segno di forza e non di debolezza.


In linea di massima posso essere d'accordo. No quando il mio interlocutore vuole imporre le proprie tesi o la propria politica.

P.S.
I lavaggi di coscienza americani li conosciamo tutti.
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Messaggiodi FMM » mer gen 16, 2008 6:14 pm

Una piccola riflessione sulla "brutta vicenda" legata alla visita mancata di papa Benedetto XVI a "la Sapienza". Parlo di "brutta vicenda" perché è una vicenda che ha assunto dei toni che lambiscono
l'i n s e n s i b i l i t à da parte di alcuni cd. laici e laicisti. Ciò che ho avvertito (e ovviamente posso sbagliarmi, perché certe percezioni sono percezioni e basta) nel clima mediatico generale su questo argomento (schierarsi per il sì o per il no alla visita di papa Ratzinger all'Università) è una generale corsa a dimostrare "sono laico/a d.o.c.", "sono un/una laicista di ferro" o, ancora, un asserragliamento a restare ancorati a posizioni da cattolici "offesi". E l'offesa, nel modo di condurre la vicenda effettivamente c'è stata: papa Benedetto XVI è apparso agli occhi di molti come "rifiutato" da un gruppuscolo di studenti faziosi. Se, poi, riusciamo a cogliere che questo rifiuto è "suonato" mediaticamente come un rifiuto religioso, culturale ed umano, possiamo cogliere come tutto ciò ha inevitabilmente finito per risultare come un GESTO DI INTOLLERANZA da parte di chi la laicità la "scomoda", la manipola, la usa per fare partito, per aggiustare il "tiro" delle alleanze ideologiche e politiche, per chi, in definitiva, non rispetta la storia e il percorso culturale di uno studioso indisticutibile come papa Ratzinger. Si è caduti in basso, insomma, nella conduzione dell'intera vicenda (per non parlare di vignettisti lucidi e, solitamente, arguti che hanno volgarmente tirato in ballo una Università della terza età, a proposito di papa Ratz.)... Eppure, c'è stato chi, proprio ieri sera, durante la trasmissione tel. "Ballarò", ha, con pochi e "centratissimi" tocchi, risollevato le sorti del fronte laico: il prof. Stefano Rodotà, infatti, non ha detto "quasi niente", ma ha detto tanto su ciò che è essenziale dire a proposito della mancata visita di papa Benedetto XVI all'Università "la Sapienza". Tento di riassumere le parole di un civilista (davvero) laico come Rodotà: la cosa da considerare è l'università come "istituzione"...
Ed è proprio questo il punto laico della questione: la cosa sembra partita e condotta male, perché una cosa è invitare in una università papa Ratzinger per un momento di confronto culturale preciso e definito (un seminario, un dibattito etc.), altra cosa è "cingere e avvolgere" la visita di papa Ratzinger nel mantello di una cerimonia di inaugurazione accademica, laddove l'università in questione (la Sapienza) non è annoverabile tra le cosidette università orientate ideologicamente (es.: la Cattolica). Allora, nessun problema (gallismi laici e laicisti sgualciti permettendo...) di fronte ad un aspicabile invito da parte de la Sapienza a papa Benedetto XVI per una lezione all'interno di un seminario. I problemi, però, possono sorgere e sono sorti (purtroppo anche malcondotti) se l'invito riguarda una cerimonia di inaugurazione, perché, come dire, in questo modo si rischia di "cincischiare" il senso di una cerimonia civile che, appunto, non dovrebbe neanche rischiare di confondere ciò che è civile con ciò che è religioso. Un'ultima cosa: se papa Benedetto XVI si reca, per l'occasione dell'inaugurazione, in una delle sedi dell'univ. Cattolica, è cosa pacifica. E, ancora, per fare un parallelismo ideologico (lontano dalla sfera religiosa) se il presidente della Confindustria "celebra" l'inaugurazione di una Università targata Conf. è cosa che rientra nel "patto" tra studenti e istituzione universitaria che "nasce" all'insegna di un'appartenenza definita. Ma le altre università questo "stemma dell'appartenenza religiosa o ideologica" non ce l'hanno, perché vorrebbero avere il diritto di esistere all'insegna della laicità dello Stato. Ma di una laicità che non ha bisogno di scadere nella mancanza di rispetto, nell'insensibilità umana, nell'ingenuo senso della storia e, soprattutto, in una forma di chiusura, a tratti, intollerante.

Un saluto, FMM
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Messaggiodi Gregorio Colaci » mer gen 16, 2008 7:06 pm

FMM ha scritto: perché una cosa è invitare in una università papa Ratzinger per un momento di confronto culturale preciso e definito (un seminario, un dibattito etc.), altra cosa è "cingere e avvolgere" la visita di papa Ratzinger nel mantello di una cerimonia di inaugurazione accademica, laddove l'università in questione (la Sapienza) non è annoverabile tra le cosidette università orientate ideologicamente (es.: la Cattolica). ... se l'invito riguarda una cerimonia di inaugurazione, perché, come dire, in questo modo si rischia di "cincischiare" il senso di una cerimonia civile che, appunto, non dovrebbe neanche rischiare di confondere ciò che è civile con ciò che è religioso.


si in effetti come hai ben detto, la cosa sembra partita e condotta male da parte delle autorità accademiche, e la spirale dei risentimenti ha prodotto i risultati che sappiamo ... cui prodest?
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Messaggiodi FMM » mer gen 16, 2008 7:43 pm

Beh, è un pò difficile dire con certezza a chi possa giovare tutto questo polverone mediatico di bassa lega: c'è qualcuno che, nei giorni scorsi, ha anche (forse malignamente) insinuato che l'intera vicenda sembra, larvatamente, mirata da parte dei vertici accademici de la Sapienza ad "accaparrarsi" un maggior numero di iscritti...

C'è anche chi ha dichiarato alla stampa analisi bagnate in una pozzanghera di veleno da verificare, nel corso dei prossimi mesi...

E, poi, appare già rafforzato il fronte religioso: la solidarietà tra religioni è cosa complessa, ma non rara. In questo caso l'Ebraismo sembra aver levato il "segnale" più forte di solidarietà alla Chiesa cattolica.

Staremo a vedere...

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Messaggiodi Salvatore » mer gen 16, 2008 9:20 pm

Democrazia è anche permettere il dissenso e poter dire che il Papa all'Università per l'inaugurazione dell'anno accademico non ci "azzecca" proprio.
Basta moralismi e linguette ai poteri.
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