Sottoproletariato

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Re: Sottoproletariato

Messaggio di Salvatore » gio ago 20, 2009 12:00 pm

Nessuno ha preso spunto da questo topic, per aprire un dibattito.

Vediamo di mettere maggior carne al fuoco.
Abbiamo letto della differenza tra proletariato e sottoproletariato. Nel 2009 nell'era post- moderna e post-fordista, possiamo ritenere proletari solo chi ha un lavoro con contratto vecchio metodo (tempo indeterminato)?
Qual'è il compito della sinistra ( massimalista) in quest'era?
Chi restano i sottoproletari?
A voi il dibattito.

Sottoproletariato

Messaggio di Salvatore » mar ago 18, 2009 12:17 am

Da vikipedia:
Il sottoproletariato, nelle moderne società industriali, è la classe sociale economicamente e culturalmente più degradata, priva di coscienza politica e non organizzata sindacalmente, i cui componenti traggono il loro reddito da occupazioni vicine a quelle del proletariato ma tuttavia occasionali o talvolta invece sfocianti nell’illegalità. Il termine sorge per definire la classe sociale economicamente più debole rispetto al proletariato, che può vantare un reddito stabile e sicuro benché basso.

Già nell'antica Roma nacque l'esigenza di definire una classe al di sotto dei proletari, per poter portare a termine con efficacia i censimenti. Se nei secoli successivi la figura dei sottoproletari venne sempre più associata a quella dei vagabondi e dei mendicanti, nel 1848 Karl Marx li definì come ladri e delinquenti, privi di mestieri, senza scrupoli e lazzaroni.

Nel corso del Novecento si è diffusa la convinzione che il sottoproletario sia più che un segnale di arretratezza, un'inevitabile conseguenza del modello di sviluppo capitalista.

Gli studi sociologici riguardanti il sottoproletariato, hanno evidenziato una serie di elementi caratterizzanti quali l'incapacità di organizzarsi politicamente e socialmente, la mancanza di un potenziale rivoluzionario, l'assenza di mobilità sociale, la disorganizzazione e caoticità quotidiana, una disoccupazione cronica e una possibile fonte di utilizzo come manovali della malavita e di bracci armati di terrorismi politici.

Gli studi sociologici contemporanei, hanno individuato alcune cause comuni presenti nelle realtà moderne, tra le quali annoveriamo uno sviluppo economico a macchia di leopardo, una disorganizzazione sociale dovuta sia a motivi economici sia a fattori politico-militari, un mercato del lavoro libero, un sempre più crescente cinismo selettivo che esclude dal mercato del lavoro, per motivi di età o per pastoie burocratiche e normative, individui ancora in grado di svolgere determinate mansioni, una urbanizzazione incontrollata tendente a creare nuovi ghetti.

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